UN PO' DI FONTI





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...siamo uomini prigionieri di una moneta scarsa e un debito inestinguibile ma esiste un'economia che considera ricchezza la ricerca del tempo perduto e la poesia!

Questo libro è per tutti noi che incessantemente vogliamo passare dal debito alla Vita.
E' vero che l'unico modo di risollevarsi dalla crisi è osservare le altalene delle borse, abbassare lo spread attraverso le riforme strutturali, privatizzare ogni aspetto della nostra vita sociale?
Cos'è veramente il debito pubblico e come si è arrivati alla convinzione che risanare un foglio di bilancio sia più importante del benessere di una comunità. Un bambino che nasce ha cessato di essere gioia e ricchezza ed è diventato un problema, la vita stessa non è più gioia ma sopravvivenza, perché "abbiamo un debito da ripagare".
Attraverso "pensieri sparsi" l'autore cerca di capire cosa succede veramente al mondo in cui viviamo superando l'angolazione ufficiale. Un tentativo di arrivare alla causa attraverso le domande giuste. Come mai siamo diventati così uguali a noi stessi, sempre più massa o gente e sempre meno cittadini che scelgono e partecipano? 

Oggi possiamo solo scegliere tra essere schiavi di un'economia che privilegia il più forte a 500 euro al mese oppure esserlo a 400. E se scegliessimo di essere semplicemente liberi?






Individui egoisti e perfettamente razionali, mercati che si regolano da soli, sacrifici necessari: l'economia è davvero "la scienza triste"? Certo sembrerebbe meno triste, se gli economisti parlassero in modo più chiaro, muovendo dalla realtà quotidiana delle persone in carne e ossa anziché da modelli astratti e intricati, severi nella loro ineluttabilità. Ma il punto è che l'economia non è una scienza come la chimica o la fisica. L'economia è una questione politica, in cui non esistono verità oggettive e ogni teoria implica giudizi morali diversi, privilegia gli interessi di gruppi diversi e prescrive scelte politiche diverse. Dopo " 23 cose che non ti hanno mai detto sul capitalismo", Ha-Joon Chang propone un manuale pensato per essere compreso da tutti eppure mai superficiale. L'obiettivo non è spiegare al lettore che cosa pensare, ma in che modo pensare riguardo all'economia. Mai come oggi, immersi in una recessione epocale che tocca da vicino le nostre vite, i grandi temi dell'economia possono essere compresi soltanto in una prospettiva aperta e plurale: la storia del capitalismo, con le sue crisi e le sue età dell'oro; i concetti di crescita e sviluppo, scambio, reddito, consumo, povertà e disuguaglianza. Chang rispolvera i più preziosi strumenti teorici di ciascuna scuola economica. "Economia. Istruzioni per l'uso", però, è anche e soprattutto una guida pratica, che offre un'ampia mole di informazioni e dati reali tanto sui paesi più ricchi quanto su quelli in via di sviluppo.



Mega-macchine sociali: sono le grandi organizzazioni gerarchiche che usano masse di esseri umani come componenti o servo-unità. Esistono da migliaia di anni. Le piramidi dell'antico Egitto sono state costruite da una di esse capace di far lavorare unitariamente (appunto come parti di una macchina) decine di migliaia di uomini per generazioni di seguito. Era una mega-macchina l'apparato ammini-strativo-militare dell'impero romano. Formidabili mega-macchine sono state, nel Novecento, l'esercito tedesco e la burocrazia politico-economica dell'Urss. Come macchina sociale, il finanzcapi-talismo ha superato ciascuna delle precedenti, compresa quella del capitalismo industriale, a motivo della sua estensione planetaria e della sua capillare penetrazione in tutti i sottosistemi sociali, e in tutti gli strati della società, della natura e della persona. Cosi da abbracciare ogni momento e aspetto dell'esistenza degli uni e degli altri, dalla nascita alla morte o all'estinzione. Perché il finanzcapitalismo ha come motore non più la produzione di merci ma il sistema finanziario. Il denaro viene impiegato, investito, fatto circolare sui mercati allo scopo di produrre immediatamente una maggior quantità di denaro. In un crescendo patologico che ci appare sempre più fuori controllo.





I problemi che hanno generato l’attuale crisi economica possono essere risolti in modo molto più semplice e rapido di quanto si creda. L’origine è infatti da ricercare nei problemi legati al funzionamento del sistema monetario, la corrente vitale senza la quale il motore dell’economia non può rimanere in funzione. Le politiche economiche adottate negli ultimi anni non hanno avuto successo in quanto hanno trascurato alcuni importanti principi (il paradosso della frugalità, la trappola della liquidità, gli effetti perversi dei sistemi monetari rigidi), creando problemi analoghi a quelli sperimentati durante la Grande Depressione. Il libro di Cattaneo e Zibordi espone con chiarezza e rigore metodologico gli errori d’impostazione e di gestione che hanno caratterizzato il sistema monetario europeo dall’avvento dell’Euro in poi, e fornisce adeguate soluzioni all’attuale crisi economica. Il volume descrive, in particolare, una serie di strumenti finanziari - i Certificati di Credito Fiscale, i Tax-Backed Bonds, il rifinanziamento a breve termine del debito pubblico con vincoli di portafoglio al sistema bancario - il cui impiego produrrebbe una pronta ripresa dell’economia italiana. L’obiettivo principale di questi strumenti, infatti, è quello di eliminare i difetti strutturali del sistema monetario europeo senza dover necessariamente ricorrere alla rottura della moneta unica. L’utilizzo di questi strumenti favorirebbe infatti una ripresa generale dell’economia, interrompendo il costante deterioramento del tessuto sociale che si sta nel frattempo verificando all’interno dell’Eurozona. È una situazione che si può e si deve risolvere, per recuperare quelle condizioni di sviluppo armonioso e di pacifica convivenza che l’Italia e l’Europa hanno saputo costruire durante la seconda metà del ventesimo secolo.






Dopo anni di recessione i testi sulla crisi non mancano. La maggior parte però propone ricette per salvare l'euro da se stesso, modificando le regole europee. Ne mancava uno che si ponesse il problema di salvare i cittadini dall'euro. Sfondando la barriera dei luoghi comuni, questo libro illustra il legame fra l'euro e la disintegrazione economica e politica dell'Eurozona, descrive le modalità e le conseguenze pratiche di un eventuale percorso di uscita e, infine, indica la direzione lungo la quale riprendere - dopo l'infelice parentesi dell'unione monetaria - un reale percorso di integrazione culturale, sociale ed economica europea. Un altro euro non è possibile. La sua fine segnerà l'inizio di un'altra Europa, possibile e desiderabile. "Se accettiamo questo metodo, non ci sono limiti a quello che ci potrà essere imposto. E l'unico modo per opporci è rifiutare l'euro, il segno più tangibile di questa politica e dei suoi fallimenti".







Decostruire gli assunti fondamentali del neoliberismo divenuto ormai, nelle nostre società occidentali, pensiero unico dominante e restituire spazio e dignità al concetto di cittadinanza attiva e partecipata: sono questi i principali intenti del denso, appassionato volume di Paolo Maddalena, giurista impegnato da anni nella difesa del principio fondamentale della proprietà collettiva dei beni comuni. In queste pagine la difesa degli assunti costituzionali e delle prerogative dei cittadini prende la forma di una critica aspra al modello di società espresso dall'odierno capitalismo finanziario globale, che ha sradicato l'economia dalle sue basi materiali e si è fatto sovrano anche rispetto ai governi. Maddalena individua la causa fondamentale dell'attuale, profonda e persistente crisi dell'economia globale nella sostituzione dell'economia dello scambio con l'economia della concorrenza. Secondo questa visione divenuta imperante, vince il più forte, con buona pace dei concetti giuridici di giustizia ed equità; il pubblico deve cedere il posto al privato; lo Stato deve deregolamentare, spacchettare, liberalizzare; tutto confluisce nel mercato globale e tutto viene.


Fine della Finanza - Amato / Fantacci

Si dice, con leggerezza, che tutte le crisi prima o poi finiscono - salvo ammettere in seguito, con altrettanta leggerezza, che ve ne saranno sempre di nuove. Ma le crisi non sono affatto un inevitabile "effetto collaterale" della finanza. Piuttosto, sono la prova di un difetto costitutivo dell'attuale configurazione della finanza di mercato. È pensabile un'altra finanza? Per rispondere a questa domanda gli autori sottopongono la crisi finanziaria a una triplice interrogazione. Che cosa è entrato in crisi? Da dove viene la crisi? Come uscire dalla crisi?




In questo libro sono descritti i retroscena, sono indicati gli attori, è portata alla luce la trama di una storia i cui risultati drammatici (per il popolo italiano, non certo per chi l'ha ideata) sono sotto gli occhi di tutti."Lo scopo di studiare economia non è quello ili acquisi­re un insieme di risposte prestabilite ai quesiti economi­ci, ma di imparare come evitare di essere raggirati dagli economisti".Joan Robinson. Il progetto che sta portando alla distruzione dell'economia ita­liana, attraverso la depressione della domanda interna e il con­seguente azzeramento dell'apparato industriale parte da mol­to lontano.Il primo passo per l'espropriazione della sovranità monetaria realizzatasi compiutamente con l'adozione dell'euro risale al 1981, quando l'allora ministro delle finanze Beniamino Andreatta ed il futuro Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi, al­lora presidente di Bankitalia, operarono per sottrarre quest'ulti­ma al controllo del Ministero del Tesoro.Questo controllo era indispensabile per garantire allo Stato ita­liano la possibilità di gestire una propria politica monetaria, e at­traverso questa politica far fronie ai momenti di crisi, finanziare il deficit e quindi investire nel buon funzionamento dell' economia reale.
Il fallimento dell’Euro è una morte annunciata. L’unione valutaria europea non ha una solida base di istituzioni politiche e statali e il governo di diciassette Paesi è affidato a una Banca. E le conseguenze sono oggi visibili a tutti. L’Unione europea è il frutto di un progetto continentale di pace e cooperazione tra popoli e Stati. Ma la Guerra Fredda prima e la Globalizzazione poi hanno deragliato questo processo verso un quadro di competizione sfrenata. Si è prodotta una frattura profonda tra i Paesi dell’Europa del Nord e occidentali e quelli dell’Europa centrale e del Sud risolvibile solo con una rigenerazione del progetto stesso. Il baratro è vicino ma si può ancora evitare. Bruno Amoroso – tra i primi economisti ad aver annunciato il profilarsi del dissesto economico del Vecchio continente nel suo saggio Euro in bilico – individua le cause e i responsabili di questo fallimento, e indica le ragioni delle attuali divisioni sulle politiche e sulle proposte economiche avanzate. Un testo di alta caratura che espone in modo chiaro quali sono le soluzioni oggi in discussione e le alternative possibili per evitare una crisi profonda e rilanciare un processo di unione monetaria allargato a tutti i Paesi membri.






I "sicari dell'economia" sono un'elite di professionisti ben retribuiti che hanno il compito di trasformare la modernizzazione dei paesi invia di sviluppo in un continuo processo di indebitamento e di asservimento agli interessi delle multinazionali e dei governi più potenti del mondo; sono, insomma, i principali artefici dell'"impero", di cui disegnano - lavorando dietro le quinte - la vera struttura politica e sociale. Per dieci anni John Perkins è stato uno di loro, e ha toccato con mano il lato più oscuro della globalizzazione in paesi come Indonesia, Iraq, Ecuador, Panama, Arabia Saudita, prima di affrontare una graduale presa di coscienza che lo ha portato a farsi difensore dell'ecologia e dei diritti civili delle popolazioni sfruttate. In questa autobiografia, appassionante come un romanzo e documentata come un'inchiesta di denuncia, Perkins ci costringe a riesaminare sotto prospettive inedite e inquietanti l'ultimo mezzo secolo di storia, e a interrogarci sul nostro futuro. Un bestseller internazionale indispensabile per comprendere a fondo le dinamiche dell'imperialismo e le ragioni dei conflitti che alimenta. Prefazione di Loretta Napoleoni.



Sono qui raccolti i principali scritti di Pound "economista" che presentano il corpus articolato di una riflessione condotta nel corso degli anni Trenta da posizioni sì moralistiche, ma non prive di riscontro presso i monetary cranks, quegli economisti eretici rispetto ai quali fu costretto a prendere posizione lo stesso Keynes. Come mostra Giorgio Lunghini, nel suo saggio introduttivo, la premessa etica di Pound, la sua "filosofia sociale", non è molto lontana da quella di Keynes, certo tenuto a un più professionale realismo, in particolare quando si tratta di affrontare il problema della disoccupazione. In appendice due articoli apparsi nella rivista di T. S. Eliot "Criterion" e una selezione dei discorsi di Pound alla radio fascista pronunciati durante la guerra. Con la prefazione di Mary de Rachewiltz e l'introduzione di Giorgio Fungini.


Le sette innocenti frodi capitali della politica economica altro non sono che degli errori di comprensione teorica e di agire pratico che danneggiano l'esistenza della quasi totalità della popolazione mondiale, impedendo la prosperità e la felicità umana. Esse, nella integrale definizione prospettta dall'autore, sono:

"1. Il governo deve aumentare i fondi attraverso tasse o prestiti per potere spendere. In altre parole, la spesa governativa è limitata dalla capacità del governo di tassare o contrarre prestiti.

2. Con i deficit del governo stiamo lasciando l'onere del debito a nostri figli.
3. I deficit di bilancio del governo portano via i risparmi.
4. La Previdenza Sociale è finita.
5. Il deficit della bilancia commerciale è uno squilibrio insostenibile che porta via lavoro e produzione.
6. Abbiamo bisogno di risparmi per procurare fondi per gli investimenti.
7. E' un male che deficit più alti comportino tasse più alte domani."

Tutto falso. Al contrario, dice Mosler: "Si tratta ... di un anacronismo: i titoli di Stato avevano senso con il gold standard, perchè servivano ad evitare che la gente incassasse direttamente l'oro. Adesso sono, a tutti gli effetti, non necessari."



Il più grande crimine è un saggio pubblicato per la prima volta sul web nel 2011 e scritto dal giornalista e saggista italiano Paolo Barnard. La data della sua pubblicazione può essere considerata l'inizio dell'attivismo MMT nel Paese.


Scaricabile in pdf il saggio di Paolo Barnard qui



La crisi economica ha posto di fronte a ogni cittadino una realtÀ incontrovertibile: con l’economia, o meglio con la moneta, ci stanno governando. È condizione necessaria, dunque, secondo l’autore, che i cittadini siano consapevoli e conoscano i pensatori delle economie. SÌ, “economie” al plurale. Perché esistono sistemi economici progettati per l’uno percento della popolazione e sistemi economici per il 99 percento. Nessuno lo dice, ma oggi l’Eurozona, È governata da un’ideologia Neoclassica-Neoliberista-Neomercantilista (a favore di quell’1%). Paroloni difficili che Paolo Barnard spiega in maniera simpatica e con una semplicitÀ disarmante. Allo stesso tempo l’autore mette in evidenza come uomini che hanno pensato sistemi economici per il 99% dei cittadini non solo sono esistiti ma continuano, fortunatamente, a esistere.



L'odio ha sempre delle cause. Capire le cause per capire da dove viene l'odio verso l'occidente. Oggi più che mai è indispensabile.



Based on the four mega-trends of monetary instability, global greying (an ageing global population), the information revolution, and climate change and species extinction, Bernard Lietaer looks at different scenarios of what the world might be like in 2020. 1. The Corporate Millennium: governments are disbanded, central banks close down and the world is run with Big Brother control by huge corporations with their own currencies.2. Caring Communities: people retreat into small, self-sustaining communities, like tribes.3. Hell on Earth: in which the breakdown of life as we know it is followed by a highly individualistic free-for-all, resulting in an ever more obscene gulf between rich and poor.4. Sustainable Abundance: envisages a world where we take better care of the environment, re-engage the poor and the unemployed in mainstream society and give back time and fulfilment to the over-worked, while providing the elderly with a high level of personal care. A society of sustainable abundance is achievable - but only if we are willing to re-invent our money system and create new currencies.


Understanding Modern Money' exposes flaws in the foundations of mainstream macroeconomics and suggests a better way to formulate policy that will benefit everyone living in capitalistic societies.



In a completely revised and updated second edition, Randall Wray takes a new approach to macroeconomics that challenges conventional wisdom and uncovers how money 'works' in the modern economy. This book synthesizes the key principles of Modern Money Theory, exploring macro accounting, monetary and fiscal policy, currency regimes and exchange rates in developed and developing nations. Randall Wray addresses the pressing issue of how misunderstandings about the nature of money have caused the current global financial meltdown, and provides fresh ideas about how policymakers around the world should address the continued weaknesses in their economies. With new chapters on tax policies and inflation, this second edition reasserts the importance of the Modern Money Theory approach and how Wray has changed the way we look at the economy.

Abba Lerner (1943): "Functional Finance"

The first financial responsibility of the government (since nobody else can undertake that responsibility) is to keep the total rate of spending in the country on goods and services neither greater nor less than that rate which at the current prices would buy all the goods that it is possible to produce. If total spending is allowed to go above this there will be inflation, and if it is allowed to go below this there will be unemployment. The government can increase total spending by spending more itself or by reducing taxes so that taxpayers have more money left to spend. It can reduce total spending by spending less itself or by raising taxes….


"Money is a social invention, indeed among the most important of all social inventions. At present the right to create money has been handed over to the private businesses we call banks. But this is not the only way we could create money and, as recent experience suggests, it may be far from the best one. Read this book with an open mind and you will understand why."


There is widespread misunderstanding of how new money is created. Where Does Money Come From? examines the workings of the UK monetary system and concludes that the most useful description is that new money is created by commercial banks when they extend or create credit, either through making loans or buying existing assets. In creating credit, banks simultaneously create deposits in our bank accounts, which, to all intents and purposes, is money.


Le crisi dipendono dall'eccessivo debito privato e non dalle banche troppo grandi per fallire. Non abbiamo bisogno di più credito per alimentare la crescita e non è vero che il debito non dà problemi se si tiene a bada l'inflazione. La crescita del credito non fa crescere l'economia ma porta agli compensi del settore immobiliare, alle crisi finanziarie e alla depressione. L'indirizzo politico serve per direzionare la crescita ed allocare correttamente la creazione del credito. Il debito va tassato come una forma di inquinamento. Non è vero che stampare moneta crea inflazione. Per risolvere gli errori del passato bisogna monetizzare il debito pubblico e finanziare deficit con moneta delle Banche Centrali


Dal ruolo della schiavitù nell'antica Grecia al "comunismo" di Platone; dall'organizzazione feudale alla rivoluzione industriale; da Karl Marx alla Grande Depressione degli anni Trenta, fino allo sviluppo del mercato globalizzato nel secondo Novecento: in questo testo John K. Galbraith dimostra con sorprendente chiarezza che non si può comprendere il funzionamento dell'economia contemporanea senza conoscerne la storia, perché le teorie e le scelte economiche sono sempre un prodotto dei tempi e dei luoghi in cui nascono e si sviluppano. Accompagnando il lettore attraverso curiosi aneddoti e la lucida analisi di grandi temi - dalla distribuzione del reddito alla disoccupazione -, l'autore porta alla luce l'intreccio ineliminabile che lega questioni economiche, politiche e sociali. E spiega che l'economia non può essere socialmente neutra: ha sempre il potere di determinare, nel bene e nel male, la vita di una nazione e dei suoi cittadini.




Premio Oscar®2011 al miglior documentario, Inside Job è la cronaca del crudo risveglio di un sistema che si credeva invincibile, capace di convertire tutto e tutti alla religione del profitto senza freni, il racconto, come se fosse un giallo, dell'assassinio dell'economia mondiale. E l'elenco dei colpevoli è lungo e doloroso, così come la lista dei politici e dei manager che, in ossequio alle leggi di Wall Street, si sono rifiutati di rispondere alle domande del regista. Nel libro, a cura di A. Bignami, una guida per gli insegnanti che vogliano mostrare il film nelle scuole: per spiegare alle nuove generazioni come evitare che la Grande Crisi si ripeta. I profili dei protagonisti della crisi. Un glossario della finanza. Inoltre: saggi politico-economici di D. Harvey, N. Roubini, S. Mihm e contributi critici di P. Mereghetti, G.A. Nazzaro, V. De Cecco e R. Cremona. Contenuti speciali Scene eliminate; la realizzazione di Inside Job; commento del regista Charles Ferguson e della produttrice Audrey Marrs.



“Per una moneta fiscale gratuita. Come uscire dall'austerità senza spaccare l'euro” a cura di Biagio Bossone, Marco Cattaneo, Enrico Grazzini e Stefano Sylos Labini, con la prefazione di Luciano Gallino.
Capitolo XIII a cura di Giovanni Zibordi
Come uscire dall'austerità senza uscire dall'Eurozona? Grazie all'iniziativa dello stato per recuperare autonomia monetaria e democrazia. Nel volume si propone la creazione di una moneta fiscale complementare all'euro per alimentare la domanda e fare uscire l'economia italiana fuori dalla trappola della liquidità, rispettando comunque le regole e i vincoli (peraltro iniqui e suicidi) dell'Europa.




Secondo Paul Krugman, Nobel per l'Economia nel 2008, in questo testo del 1936 si trovano le risposte alla grande crisi dei nostri tempi. Il suo autore, uno dei massimi intellettuali del Novecento, ma anche uomo d'azione che credeva nella forza delle idee con un'intensità rara, John Maynard Keynes, contribuì a fornire il fondamento teorico al New Deal che permise agli Stati Uniti di uscire dalla crisi del 1929, così come a molte iniziative economiche e sociali del dopoguerra, in Europa e nel mondo. Le stesse ricette rappresentano secondo molti l'unica risposta possibile alla grande recessione innescata dal crollo finanziario del 2008 e alle sue intense e persistenti ricadute sull'economia reale, e dunque sulla vita quotidiana di milioni di persone. Scardinando alcuni tra i principi fondamentali della teoria economica neoclassica, il lavoro di Keynes è dominato dallo sforzo di offrire un'interpretazione in grado di cogliere non soltanto la natura profonda del capitalismo, ma di indicare le terapie e gli strumenti per correggerne le distorsioni e contraddizioni. "Presto o tardi sono le idee, non gli interessi costituiti, che sono pericolosi sia in bene che in male." Testo fondamentale per comprendere la storia economica, sociale e politica del Novecento, la "Teoria generale" mantiene una sua attualità rivoluzionaria anche oggi, suggerendo domande, instillando dubbi e fornendo alcune risposte d'immediata applicazione alle sfide del XXI secolo. Prefazione di Giuseppe Berta.






Commenti

  1. testi interessanti se compresi.Meglio se tradotti in italiano.

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  2. Purtroppo non sempre ci sono le traduzioni

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