LETTERA AI GIORNALI: UN CARTEGGIO CON LA BCE: CON UNA BANCA PUBBLICA SI POSSONO RECUPERARE FINO A 70 MILIARDI DI EURO SUGLI INTERESSI



Il 7 marzo 2019 Draghi ha annunciato sia l'avvio di nuove aste "Ltro" (long term refinancing operation) e in pratica la prosecuzione della "stampa" di nuovi euro fino al 2020. Torna di attualità, ma lo è sempre stato, un carteggio che ho avuto tra il 2013 e il 2014 con la Banca Centrale Europea, dal quale emerge con chiarezza come sarebbe possibile per l’Italia risparmiare fino a 70 miliardi di euro all’anno di interessi pagati sui Titoli di Stato. Tutto questo senza uscire dall’Eurozona e senza violare i Trattati europei, anzi proprio grazie ai Trattati (vedi comma 1 e 2 dell’art. 123 del TFUE - Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea).

In parole semplici la BCE ha “stampato” dal 2012 ad oggi più di 2800 miliardi di euro. A chi li ha dati? Ai Governi dei singoli stati dell’Eurozona? No. Alle banche private, come prevede l'art. 123 (comma 1) del Trattato di Funzionamento dell'Unione Europea? Si.

In pratica la BCE crea dal nulla 2800 miliardi e li presta alle banche private, oggi, allo 0% di interessi. Le banche private con questi soldi acquistano i Titoli di Stato e ci guadagnano la differenza (che sono parecchi punti percentuali nel caso della Grecia, tra il 2 e 3% nel caso dell’Italia). Ora il perché la BCE invece di prestare questi soldi allo 0% direttamente ai governi di quegli stati in difficoltà, lo presta invece alle Banche, sarebbe la domanda giusta da porsi. Ma lo scopo di questa lettera è indicare una soluzione.

Infatti il comma 2 dello stesso articolo 123 indica che una Banca Pubblica può accedere a questo prestito alle stesse condizioni del sistema bancario privato.
In questo modo la Banca Pubblica prende il prestito allo 0 % e lo gira allo Stato italiano per esempio allo 0,5 %. La Banca Pubblica ha un guadagno netto dello 0,5% e lo Stato italiano risparmierebbe la differenza tra i tassi di interesse in vigore (2-3%). Stiamo parlando di una cifra che oscilla tra i 30 e i 70 miliardi l’anno. E' possibile trovare la proposta insieme ad altre soluzioni su un articolo a firma di Enrico Grazzini apparso su Micromega, il 18 maggio 2018 (http://temi.repubblica.it/micromega-online/come-diminuire-il-debito-italiano-senza-austerita/). Proposta che molti hanno indicato come percorribile (insieme a proposte validissime come quelle di Paolo Savona, Marco Cattaneo e altri illustri economisti e statisti).

In Italia non abbiamo però avuto negli ultimi 20 anni statisti validi al governo e ad oggi non abbiamo nemmeno banche pubbliche. Infatti Romani Prodi in un impeto distruttivo e catastrofico per il nostro paese ha avviato le privatizzazioni bancarie e dell’IRI e Giuliano Amato a ruota (purtroppo la lista di politici guidati da interessi sovranazionali sarebbe ancora lunga). Ma sarebbe possibile 'costruire' una banca pubblica con MPS o con Cassa Depositi e Prestiti.

Potremmo tornare a respirare, potremmo tornare tutti a contribuire con il nostro lavoro a creare ricchezza reale avendo i soldi (creati dal “nulla” dalla BCE e quindi senza doverli restituire) per far ripartire l’economia e creare un futuro di crescita e benessere per i nostri figli. Possiamo farlo se ci accorgiamo di quanto le idee, che oggi guidano la scienza economica, siano idee che fanno gli interessi non di chi lavora o vorrebbe lavorare, ma di chi vive governando il flusso monetario e speculando con la moneta. E con un po’ di autocritica grazie alla nostra inconsapevolezza e fiducia mal posta.

Claudio Bertoni

Gruppo Cittadini Economia Ferrara

Qui sotto il carteggio originale con L’Unione Europea e la BCE

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>> Il carteggio originale con L'Unione Europea e la Banca Centrale Europea


Date: Tuesday, 10/12/2013 17:23:50
From: "Claudio Bertoni"

Subject: [Case_ID: 830870 / 1548784] art. 123- Delucidazioni
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[...]

E' chiaro che la BCE non può acquistare direttamente Titoli di Stato e quindi quello che è mia intenzione approfondire ora, e in ultimo, sono le seguenti domande:
 1) comma 2 art. 123  TFUE: è possibile per un Ente creditizio di proprietà pubblica accedere all'offerta di liquidità, oggi al tasso dello 0,25%, della BCE?

 2) Se sì come penso, questo Ente creditizio di proprietà pubblica può prestare denaro al Governo affinchè lo stesso possa pagare i suoi debiti ai mercati finanziari? Ovviamente attraverso la cessione a garanzia dei Titolo di Stato acquistati dall'Ente creditizio pubblico stesso?

3) E l'Ente creditizio pubblico può decidere liberamente il tasso di interesse?

Grazie ancora per la vostra cortese risposta

La Risposta

---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: Europe Direct <citizen_reply@edcc.ec.europa.eu>
Date: 13 gennaio 2014 10:50
Oggetto: [Case_ID: 0830870 / 1548784] art. 123- Delucidazioni
A: claudio.bertoni1910@gmail.com

Gentile Signor Bertoni,

La ringraziamo per il suo messaggio. Desideriamo scusarci per il ritardo.
Le inoltriamo le risposte alle sue domande, fornite dalla Banca centrale europea:

1) comma 2 art. 123  TFUE: è possibile per un Ente creditizio di proprietà pubblica accedere all'offerta di liquidità, oggi al tasso dello 0,25%, della BCE?

 1. Gli enti pubblici creditizi dell'area dell'euro sono un elemento importante del sistema bancario e pertanto hanno un ruolo essenziale nel fornire prestiti all'economia reale. Pertanto è importante per l'Eurosistema che essi siano trattati alla pari degli istituti creditizi privati nel contesto delle operazioni di rifinanziamento per assicurare un efficiente trasmissione delle decisioni riguardanti la politica monetaria all'economia. Pertanto la risposta alla sua prima domanda è si ed e per questo che l'articolo menzionato è presente nel Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE)*. L'articolo stabilisce che il divieto di scoperto bancario e altre forme di facilitazione creditizia in favore dei governi "non si applicano agli enti creditizi di proprietà pubblica che, nel contesto dell'offerta di liquidità da parte delle banche centrali, devono ricevere dalle banche centrali nazionali e dalla Banca centrale europea lo stesso trattamento degli enti creditizi privati".

2) Se sì come penso, questo Ente creditizio di proprietà pubblica può prestare denaro al Governo affinchè lo stesso possa pagare i suoi debiti ai mercati finanziari? Ovviamente attraverso la cessione a garanzia dei Titolo di Stato acquistati dall'Ente creditizio pubblico stesso?

2. Non è il ruolo della banca centrale di decidere per gli istituti di credito come utilizzare i soldi. In pratica, gli istituti di credito possono liberamente prestare i soldi ai governi o comprare i loro titoli di stato, nonché prestare soldi a qualsiasi cliente. Questo è possibile nel caso in cui esista una decisione commerciale indipendente da parte dell'ente pubblico creditizio di entrare in tale rapporto con lo Stato. In questo contesto è necessario ricordare la clausola stabilita dall'articolo 124 del TFUE, che stabilisce quanto segue: "È vietata qualsiasi misura, non basata su considerazioni prudenziali, che offra alle istituzioni, agli organi o agli organismi dell'Unione, alle amministrazioni statali, agli enti regionali, locali o altri enti pubblici, ad altri organismi di diritto pubblico o a imprese pubbliche degli Stati membri un accesso privilegiato alle istituzioni finanziarie." Lo Stato, nel caso in cui adottasse una legge, regolamento o qualsiasi altro strumento giuridicamente vincolante, che obbligherebbe un istituto finanziario a comprare i titoli di stato governativi, violerebbe l'articolo 124.
3) E l'Ente creditizio pubblico può decidere liberamente il tasso di interesse?
3. La domanda non è chiara. Tuttavia, nel contesto della decisione indipendente presa dall'istituto creditizio di prestare soldi ai clienti, il prezzo dell'operazione deve essere basata su considerazione finanziarie e economiche (per esempio, il profilo di rischio del cliente). Per quanto riguarda la decisione di comprare titoli di stato pubblici, si aspetta che il tasso di interesse nominale per i titoli governativi (come per gli altri) venga determinato dalle caratteristiche del titolo stesso (incluso il profilo di rischio dell'emittente, la liquidità e commerciabilità del titolo, etc.). Il rendimento effettivo del titolo (emesso da un pubblico o provato) negoziato sul mercato riflette l'evoluzione di queste caratteristiche nel tempo.
Ci auguriamo che queste informazioni possano esserle di aiuto. La preghiamo di contattarci nuovamente in caso avesse ulteriori domande.
NOTE

https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:12012E/TXT&from=IT

Testo Integrale ART. 123 TFUE

1 - art. 123 della Versione consolidata del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea Comma 1: "Sono vietati la concessione di scoperti di conto o qualsiasi altra forma di facilitazione creditizia, da parte della Banca Centrale Europea o da parte delle banche centrali degli Stati membri (in appresso denominate «banche centrali nazionali»), a istituzioni, organi od organismi dell'Unione, alle amministrazioni statali, agli enti regionali, locali o altri enti pubblici, ad altri organismi di diritto pubblico o a imprese pubbliche degli Stati membri, così come l'acquisto diretto presso di essi di titoli di debito da parte della Banca centrale europea o delle banche centrali nazionali.

2 - "Le disposizioni del paragrafo 1 non si applicano agli enti creditizi di proprietà pubblica che, nel contesto dell'offerta di liquidità da parte delle banche centrali, devono ricevere dalle banche centrali nazionali e dalla Banca centrale europea lo stesso trattamento degli enti creditizi privati"

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