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Visualizzazione dei post da Settembre, 2017

GECOFE AL PROGRAMMA PARTECIPATO DEL COMUNE DI FERRARA NELL'AMBITO DEL FESTIVAL DI INTERNAZIONALE

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GECOFE  (GRUPPO ECONOMIA CITTADINI DI FERRARA)

dal 29 SETTEMBRE al 01 OTTOBRE 2017
nell'ambito del Festival di Internazionale e all'interno del   programma partecipato del Comune di Ferrara 
PROPONE 
un ciclo di incontri dal titolo
L'ECONOMIA CI GOVERNA MA CHI GOVERNA L'ECONOMIA?

GLI EVENTI IN PROGRAMMA


IL DEBITO PUBBLICO NON DOVREBBE NEANCHE ESISTERE

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articolo tratto dal blog di Marco Cattaneo bastaconleurocrisiqui
Uno Stato che emette la propria moneta non ha bisogno di indebitarsi. Se desidera immettere potere d’acquisto nell’economia, spendendo più di quanto preleva in tasse, non deve fare nient’altro che emettere moneta per la differenza.
Questo non significa che l’emissione monetaria possa essere espansa all’infinito. Se l’emissione monetaria alimenta domanda per beni e servizi reali in misura eccedente le capacità produttive dell’economia, non stimola produzione e occupazione, ma solo crescita dei prezzi - quindi inflazione.
Il punto da aver chiaro, tuttavia, è che nel momento in cui si parla di “debito pubblico” si sta facendo riferimento a una situazione in cui lo Stato spende soldi (al netto delle tasse incassate) la cui emissione è demandata a un soggetto parzialmente o totalmente indipendente dallo Stato stesso. Si tratta, ovviamente, della Banca Centrale.

IL TABU’ DELL’ANNULLAMENTO DEL DEBITO

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tratto da attac italia qui. Un articolo di Marco Bersani


Parlare di annullamento del debito oggi significa affrontare quello che, con l’avvento della dottrina liberista, è diventato un vero e proprio tabù. Secondo la narrazione dominante, infatti, un mancato pagamento è qualcosa di eccezionale che bisogna evitare ad ogni costo. Peccato che la storia si incarichi di dimostrare l’esatto contrario. La prima proclamazione di annullamento del debito di cui si ha riscontro risale all’anno 2400 a.C. nella città di Lagash (Sumer), mentre il regno di Hammurabi, re di Babilonia (1792-1750) fu contrassegnato da quattro annullamenti generali dei debiti dei cittadini con i poteri pubblici. In totale, gli storici hanno identificato con precisione una trentina di annullamenti generali del debito in Mesopotamia tra il 2400 e il 1400 a. C..

INCONTRO DI FESTA E INFORMAZIONE PER UN "DOMANI" MIGLIORE

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tratto da cronaca comune di Ferrara qui
CITTADINANZA ATTIVA - Martedì 5 settembre alle 19.30 in via Panciato a Pontegradella

Il comitato di cittadini "Pontegradella in Transizione" hanno organizzato per la serata di martedì 5 settembre, un'appuntamento aperto a tutti di festa e informazione che si terrà nell'area verde pubblica di via Panciato, angolo via delle Acacie (Pontegradella), lo stesso luogo dove si tiene ogni anno in primavera l'iniziativa "Ri-ciclabile in festa!" Il ritrovo è fissatoalle 19,30 per il pic-nic: tutti i partecipanti sono invitati a portare, oltre a cibo e bevande, una coperta o una sedia (e piatti bicchieri e posate non usa e getta!). Alle 20,30 è invece prevista la visione del film-documentario di produzione francese "Domani"che racconta le tante iniziative economiche e ambientali realizzate nel nostro pianeta in favore delle comunità locali, per renderle più solidali e resilienti. Il sottotitolo del film ne spiega il sen…

POVERTÀ, DATI STABILI MA UGUALMENTE DRAMMATICI

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articolo tratto dal blog gruppoabele.org qui  di Valentina Casciaroli Nel 2016 nel nostro Paese sono 4 milioni e 742mila le persone in condizione di povertà assoluta, pari a 1 milione e 619mila famiglie. A diffondere i dati è l’Istat, nel suo report annuale dedicato alla povertà. “Anche quest’anno l’Istat fotografa un aumento della povertà e delle disuguaglianze che non trovano precedenti nella storia del nostro Paese”, ha commentato Giuseppe De Marzo, coordinatore della Rete dei Numeri Pari. “Crescono precarietà, disoccupazione giovanile e dispersione scolastica. Quanto avvenuto – sottolinea De Marzo – è conseguenza del taglio dell’80% del fondo nazionale per le politiche sociali, delle politiche di austerità accettate senza nessun dibattito che hanno ridotto di 19 miliardi i trasferimenti ai Comuni, di politiche fiscali regressive e dell’assenza di una misura di sostegno al reddito già attiva in tutti i paesi europei”.