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Visualizzazione dei post da Agosto, 2017

LA TRUFFA DELL'UNIONE BANCARIA: EVIDENZE EMPIRICHE DALLA GERMANIA

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Tratto dal blog di Marco Zanni, Europarlamentare, qui Tantissimi cittadini italiani ed europei ancora oggi, spinti da un’informazione collusa e distorta, credono che l’Unione Europea sia un posto di democrazia e uguaglianza, dove tanti popoli e nazioni decidono di mettersi insieme, di cedere e condividere la loro sovranità con altra con l’obiettivo di massimizzare l’interesse comune, cosa che, secondo il pensiero di alcuni commentatori diciamo “ingenui”, non sarebbe possibile se ogni nazione stesse da sola, trincerata all’interno dei propri confini. Tuttavia chi in questi anni è riuscito ad andare oltre l’informazione manipolata dai media mainstream sa benissimo che questa è una grande menzogna, smentita oggettivamente dalla storia e dall’evidenza dei fatti. Chi mi segue sa cosa sia veramente l’UE: non un posto di democrazia, uguaglianza ed equità tra stati membri a pari livello, ma una grande società per azioni guidata con l’obiettivo di massimizzare l’interesse dei suoi azionisti d…

BUFFET: “PROBLEMA ECONOMIA SONO LE PERSONE COME ME”

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Tratto da Wall Street Italia. Qui  per l'articolo originale di Mariangela Tessa


“Il problema dell’economia americana? Sono le persone come me”. Parola di Warren Buffett, CEO di Berkshire Hathaway, che, in un’intervista alla PBS Newshour, punta il dito sul ristretto club dei miliardari di cui lui è “membro onorario” colpevole di aver messo le mani su gran parte della ricchezza in circolazione.
Ricordiamo che, con un patrimonio personale di oltre 75 miliardi di dollari, Buffett è attualmente il secondo uomo al mondo (stime Forbes).
Torniamo all’intervista. Buffett fa notare che, negli ultimi decenni;
“La ricchezza è aumentata ad tassi incredibilmente alti per le persone estremamente ricche. Se ritornate indietro al 1982, quando Forbes ha stilato la prima classifica dei 400 uomini più ricchi, i fortunati avevano un patrimonio complessivo di 93 miliardi di dollari, ora ne possiedono 2,4 trilioni di dollari. Il che vuol dire una media di oltre 25 miliardi a testa”, dice Buffett, aggiunge…

BILL MITCHELL – L’UE CLONA SE STESSA IN AFRICA OCCIDENTALE E SI DEDICA A SACCHEGGIARE LA REGIONE

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Articolo di Bill Mitchell tratto da "Voci dall'Estero" a questo link 
Quello che si può dire con certezza dell’EPA – l’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Africa Occidentale – è che è straordinariamente poco conosciuto. I mass media non si preoccupano di spiegare che un gruppo di stati tra i più poveri del mondo sono stati – volenti o nolenti – inclusi in un accordo commerciale con l’Unione europea che li costringe a condizioni svantaggiose, riproducendo – in un contesto di povertà ben più drammatico – regole fiscali assurde sul tipo di quelle imposte agli Stati membri dell’Eurozona. L’economista Bill Mitchell espone sul suo blog i risultati dell’analisi dell’EPA realizzata dall’organizzazione indipendente svedese CONCORD: questo trattato non è coerente con gli obiettivi di sviluppo dell’Africa Occidentale, e ha conseguenze addirittura opposte, intrappolando un gruppo di nazioni per la maggior parte già poverissime in una crescita bassa e discontinua e perpetua…

PER UNA DIVERSA POLITICA FISCALE, DOPO L'USCITA DALLA UE E DALL'EURO

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un articolo di Lidia Riboli tratto dal blog "Sollevazione" (qui)


... nota: è importante un dibattito sulle conseguenze di un'uscita dall'euro.

PROPOSTE PER UNA DIVERSA POLITICA FISCALE DOPO L'USCITA DALLA UE E DALL'EURO per sviluppare e indirizzare l'economia, la solidarietà sociale, il risparmio privato
di Lidia Riboli

Negli ultimi anni, in assenza di sovranità, un sempre più alto livello di tasse è andato associandosi alla progressiva riduzione dei servizi pubblici, a causa dei tassativi e perversi vincoli europei in relazione al “debito” e al “deficit”, a prescindere se ci fosse un governo di centrodestra o centrosinistra, anche se in genere quest'ultimo ha fatto di peggio, in quanto caratterizzato da un maggior tasso di fanatismo filo-europeista.Ma, al di là di questo, la sinistra sembra in genere considerare un grado sostenuto d'imposizione fiscale generalizzata, ancorché progressiva, come qualcosa di giusto oltre che necessario.Questo a mio avvis…

FED, BCE E BANCHE CENTRALI - IL SEGRETO DELL'EURO: IL TARGET2

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tratto dal blog di Giovanni Zibordi. La fonte èqui



Tutti i giornali hanno riportato l'affermazione di Draghi che l'uscita dall'euro implica una spesa di 359 miliardi di euro. Rimetto quindi l'articolo di 2 anni fa in cui dimostro che è la Germania che ce li rimette.  Quando gli italiani o spagnoli, fino al 2011, erano in deficit con l’estero, in pratica è successo che quando compravano auto giapponesi, coreane o tedesche, i pagamenti (come saldo netto…) li effettuavano in realtà con soldi prestati AUTOMATICAMENTE dalla Bundesbank. Per la precisione questo è successo dal 2008 al 2011 (quando con la crisi di Lehman dall’estero hanno smesso di comprare sempre più BTP, per cui il deficit estero non veniva più finanziato dal mercato). Essendo l’Italia e la Spagna in deficit CON L’ESTERO e non attirando più capitali che compravano BTP, il sistema bancario doveva procurarsi allora “riserve” dalla Banca Centrale per poter effettuare tutti i normali pagamenti. Ma questa non era …

CARTOLINA: L’UNICA CRESCITA RIGOGLIOSA

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da: https://thewalkingdebt.org/2017/07/28/cartolina-lunica-crescita-rigogliosa/
Riflessioni sul debito

Se fosse prodotto interno lordo, quell’istogramma che cresce rigogliosamente dal 2002 all’inizio del 2017 non saremmo qui a discutere di economia. Quegli 89 trilioni che diventano 217 avrebbero significato una crescita più che raddoppiata in un quindicennio, e quindi benessere sufficiente a relegare l’economia a quella dimensione da tecnici specializzati che J.M.Keynes auspicava nelle sue Prospettive economiche per i nostri nipoti. 
Invece quell’istogramma misura il debito globale, pubblico e privato, che ormai vale il 327% del pil mondiale, secondo la ricostruzione di un istituto di ricerca, al primo trimestre di quest’anno, e, come si vede, non conosce requie. 
La fine della crisi, che ormai viene almanaccata sempre più di frequente, non ne ha impedito l’aumento e sembra anzi che sia necessario, questo continuo indebitarsi, al terminare della crisi stessa. Usa e Cina insieme pesano qua…

TEORIE DA RIVEDERE. STAMPARE MONETA IN REALTA' NON CREA INFLAZIONE

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Parla l’economista Andrea Terzi docente di economia monetaria all'Università Cattolica di Milano sulle pagine di avvenire.it (qui per il testo originale)
Quali sono le ragioni per fissare un tetto al disavanzo e al debito dello Stato? Non mi riferisco qui soltanto alle ben note soglie europee (il 3% del Pil per il disavanzo o il 60% per il debito). Intendo qui proporre una riflessione sulle ragioni vere della necessità di porre un limite a ciò che lo Stato spende al di là delle entrate fiscali. Una questione a mio parere di fondamentale importanza per il futuro dell’Europa e del capitalismo contemporaneo.
A qualcuno la domanda sembrerà banale e la risposta scontata: oltre una certa soglia, si sa, lo stato non è in grado di rimborsare il debito. E fallisce. Stop. Eppure sappiamo tutti che uno Stato, come ad esempio l’Italia, potrebbe rimborsare qualsiasi debito 'stampando moneta', e che il suo debito scomparirebbe se solo la Bce potesse e volesse 'monetizzarlo'…