Le ragioni del No alla riforma costituzionale - il Video dell'incontro del 19 novembre 2016

Ne parliamo con l'Avv. Giuseppe Palma.



Incontro a cura del Gruppo Cittadini Economia di Ferrara. Dialoga e introduce Claudio Pisapia

Ecco il video del pomeriggio del 19 novembre 2016.

E' introdotto dalle musiche (economia in musica) della Zizi Band che ci aveva accompagnato nella serata in Sala Estense del 21 settembre 2016 e alla fine potrete trovare tutti i riferimenti per poterci contattare e le iniziative che stiamo portando avanti a Ferrara dopo i titoli di coda.

L'Avv. Palma ha parlato dei "vincoli esterni" presenti nel progetto di riforma e insieme si è cercato di capire quanto questi potranno incidere sulla vita di tutti i giorni. I Trattati Europei che diventano materia costituzionale e per questo sarà sempre più difficile poter far valere gli interessi dei cittadini italiani nei confronti di quelli dell'Unione Europea, condizionata a sua volta dagli interessi dei mercati finanziari e dei grandi gruppi bancari.

Abbiamo parlato di lavoro e ci siamo sentiti in famiglia perché la persone presenti hanno condiviso i nostri sentimenti.

A breve uscirà un'intervista realizzata all'Avv. Palma in cui si parlerà ancora del "vincolo esterno" ma conterrà anche una precisazione su alcune affermazioni su clientelismo e lavoro che si anticipa di seguito:

"...Io sono dalla parte del ‘buon cittadino’, di chi si fa avanti contando sulle proprie forze e paga di tasca propria lo scotto di rifiutare raccomandazioni e aiutini. Ce ne sono tanti per fortuna. I piccoli imprenditori dell’Emilia Romagna sono tra quelli che hanno fatto grande l’Italia contando solo su loro stessi. Non hanno avuto dietro nemmeno lo Stato a sostenerli, un miracolo tutto italiano fatto di sacrificio, amore di se stessi e del loro territorio. Questi per me sono i veri eroi, come quelli che si alzano la mattina e fanno lavori massacranti o per portare a casa 800 euro al mese o 1.000, e danno dignità a un Paese che in molti casi sembra un altro rispetto a quello raccontato da questa classe politica e saltuariamente da tecnici con figli da subito nei posti migliori e di comando.
Quello che volevo non era assolvere questo modo di fare truffaldino e fuorviante ma promuovere l’attività del rappresentante locale verso le istituzioni anche in tema di lavoro. Il rappresentante in Parlamento ha il dovere di conoscere le problematiche del suo territorio e deve darsi da fare per “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini. Impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Lo dice l’art. 3 della Costituzione.
Io propongo un rapporto umano, diretto tra cittadino e istituzioni. E la prima istituzione che mi piacerebbe il cittadino incontrasse è il suo rappresentante politico. Che ha quel preciso dovere. Non sto parlando di sotterfugi, di mancette elettorali. Sto parlando di attenzione verso il territorio e gli abitanti di quel territorio che lui deve rappresentare. La politica si deve spendere apertamente per il lavoro, deve aiutare a creare le condizioni perché se ne crei quando ce n’è bisogno ed indirizzare i cittadini verso le opportunità che deve essere in grado di creare. E il lavoro deve essere lavoro vero, con diritti pieni e non dimezzati..."








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