Massimo Troisi e il Sud… e il Nord sempre più a Nord!

di Claudio Pisapia

Godiamoci Massimo Troisi in uno dei suoi insuperabili colpi di genio





E poi ragioniamoci un po’ su!



Troisi a fine anni ‘70 invocava un lavoro che fosse semplicemente un lavoro, che non avesse attributi del tipo “lavoro minorile”, “lavoro nero per sua moglie”, “lavoro a cottimo”, “lavoretto… nella scena dell’Annunciazione dice: “scusate, ma è possibile che a Napoli solo lavoro non se ne trova, sempre co’ n’ata parola vicina addà sta…è un’esagerazione…uno che cerca solo lavoro allora come deve fare…

A Napoli l’abbandono dello Stato era già ampiamente in atto e lo si vedeva dalla inesistenza di lavori decenti, tutelati e pagati come erano invece i lavori in Emilia Romagna, o anche in Veneto. Troisi continua e dopo aver raccontato che il marito aveva rifiutato tutti questi lavori con parola vicina preferendo rimanere disoccupato ma con la certezza che la sua casa sarebbe rimasta “…umile ma onesta…, si chiede “…ma allora.. se tutti a Napoli rifiutassero questi lavori…rimarrebbero tutti disoccupati?” e la risposta “Si”, a rimarcare la realtà di allora, che assomiglia molto a quella di oggi, a guardare i dati.


A quei tempi, e fino ad ieri l’altro, si “andava su” per trovare quel po’ di dignità che già al Sud mancava, perché il meridione si era trasformato in un bacino di voti e dedito all’arte dell’arrangiarsi. La vendita di prodotti al nero attraverso il contrabbando, l’affitto dell’ombrellone alla spiaggia libera, la vendita dei panini sulle spiagge e tanto altro. L’alternativa era arruolarsi in polizia, carabinieri, forze armate o altri concorsi statali oppure le fabbriche dell’eldorado dell’Emilia Romagna. Oggi anche lo Stato ha smesso di assumere e le fabbriche chiudono.

E mentre al Sud già a fine anni ’70 si studiava l’austerità, l’arte dell’arrangiarsi e l’emigrazione, al Nord ancora si godeva di lavori pagati da sindacato o da contratti nazionali. Si lavorava in due e ci si abituava a ragionare da Nord.
Chi faceva il viaggio, e si spostava in Emilia Romagna, magari trovava un posto regolare, un lavoro senza …nata parola vicina…” con il quale mettere su famiglia, pagare i contributi per la pensione e avere il diritto di immaginare un futuro anche per i figli. 
Cosa succede oggi? Che il Sud è rimasto Sud ma il Nord si è spostato più al Nord. Il viaggio oramai inizia anche dall’Emilia Romagna e il lavoro continua ad avere “..un’altra parola vicino…”, è solo cambiata e si è espansa in tutta la penisola. “Jobs act”, “tutele crescenti” ma sempre ad indicare lavoro con meno diritti di un lavoro normale. In buona sostanza ancora non c’è un lavoro e basta!

Indubbiamente anche il Nord si sta’ oramai meridionalizzando e non è colpa degli immigrati africani oggi come tante cose non erano colpa degli italiani nati un più al Sud allora. Ieri c’era unaparte dell’Italia in mano agli interessi neocoloniali di altri italiani e oggi, tutti insieme, siamo nelle mani di un progetto neocoloniale più ampio che ci farà sempre più del male.

Oggi siamo almeno un po’ più uniti in virtù della disperazione comune rispetto ai tempi di Massimo? Non credo proprio. Oggi ci divide ad esempio la sanità che a Nord è più efficiente, il tasso di disoccupazione giovanile, il livello di ambienti scolastici, e tanto altro.
Insomma si ha sempre bisogno della competizione, anche nelle disgrazie, perché un popolo aggregato e  cosciente diventa più difficile da ingannare. Quindi mai dare sufficiente cibo ai cani se li vuoi far combattere tra di loro per i tuoi interessi, senza scarsità ti si potrebbero rivoltare contro, avere il tempo di pensare di poter vivere diversamente.
Gli italiani, con la loro storia di piccole aziende, hanno fatto grande questo Paese, e lo hanno fatto sostanzialmente senza aiuto dello Stato. La parte di popolazione tenuta lontana dall’industrializzazione  hha dovuto imparare ad arrangiarsi e fare di necessità virtù. Insomma tutti uniti nell’arte del fare senza aiuti. Per arrivare ad essere tra le Nazioni economicamente più importanti al mondo in queste condizioni è da guinness dei primati. Verrebbe da pensare: se dietro, questi italiani, avessero avuto uno Stato interessato ad aiutarli, dove si sarebbe potuto arrivare?
Certo adesso diventa sempre peggio, agli imprenditori stanno togliendo anche il credito e ai cittadini la tutela del risparmioIn cosa possiamo sperare, in un altro Nord un po’ più a Nord?

Commenti

  1. Chapeau...!!!

    Irriverente ed ironico, ma purtroppo calzante a pennello..!!

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