Chi è Giuseppe Povia?

di Claudio PISAPIA



Chi è Giuseppe Povia? Beh, il primo agosto ho assistito ad un suo concerto, a Montalbano in Puglia, e me ne sono fatto un'idea un po' più precisa di quella che avevo in partenza. Lo conoscevo, cioè avevo ascoltato le sue canzoni e i suoi interventi video su MMT, economia, moneta, sociale, ma non lo avevo mai visto così da vicino. Un concerto poteva essere un'ottima occasione per ascoltare il suo messaggio dal vivo e magari cogliere l'impatto che questo poteva avere sulla gente e allora si va!

Chi è Povia e' stato lui stesso a dirlo subito, un papà di due bambine che tiene concerti "normali" per gente normale, non si sente una star evidentemente, anche se si vede subito che sul palco la fa da padrone.
Io in realtà ho visto ed ascoltato ben poco di "normale" quella sera. Voglio dire, non ho mai visto un concerto con tanti contenuti sociali, mai banali, un concerto che ti fa pensare, ti costringe a fare collegamenti tra come vanno le cose e come dovrebbero e potrebbero andare.


L'apertura è dedicata a Saviano e alla sua attività di sostegno della legalizzazione della cannabis e Povia proprio non ci sta. Non esiste la distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti, afferma, e un'operazione del genere non porterà benefici, lo dice da uomo che ha vissuto l'esperienza, analizzata, sofferta, non da commentatore del momento. E poi parla del Sud, il Meridione violentato dai piemontesi a cui ha dedicato una canzone "Al Sud" e cita gli storici che ne hanno ridisegnato gli eventi, dimostrando anche qui di aver studiato, e ridando luce a verità che continuano ad essere nascoste ai più (su queste vicende ho scritto un articolo esattamente un anno fa http://www.ferraraitalia.it/la-memoriarelativamente-a-sud-cronaca-e-storia-di-pregiudizi-e-insanabili-divisioni-55255.html). E ancora, il tetto del 3%, assurdità macroeconomica imposta dagli eurocrati, che impedisce allo Stato di spendere per il benessere dei cittadini, e la politica dei politicanti di oggi che riescono a far rimpiangere persino Berlusconi. E poi i bimbiminkia quelli che non ragionano e non cambiano le cose accettando che esse seguano il corso disegnato dagli interessi finanziari e bancari.

Cosa c'è di normale in un cantante che scrive, canta e parla di queste cose? Non lo so, ma lui lo fa.

Lo fa con coraggio, continuando a dire di voler lasciare un segno per le sue figlie. E dopo un'ora ringrazia il pubblico che è ancora lì e "non è sempre scontato", dice. E la gente lo ascolta, resta fino alla fine, cantando le sue canzoni e poi fa la fila per una foto con lui. E per comprare il suo CD, nuovocontrordinemondiale, che altrimenti si può comprare solo online perché se sei contro il sistema, cioè se in fondo sei una persona normale e provi a ragionare con la tua testa, il sistema è contro di te.
Trova spazio per tante canzoni d'amore, che rilassano l'atmosfera, per poi ritornare al sociale e dire che è contro l'utero in affitto, lo sfruttamento del corpo altrui al fine di selezionare un "prodotto" perfetto che faccia da figlio a coppie a cui la natura non ha concesso di procreare. E siamo in Puglia, forse qualche riferimento a personaggi locali.
Nelle sue canzoni Povia parla molto di economia, di moneta come strumento di controllo dei popoli, di sottrazione di libertà. Di euro, una moneta senza anima e senza stato che appartiene alle elite, una moneta che ci prestano e che bisogna poi restituire con gli interessi.

Moneta, carta straccia o impulsi elettronici, in cambio di lavoro, sudore, vita e libero arbitrio.
C'è molto nelle canzoni di Giuseppe Povia, quello dei piccioni e dei bambini che fanno oh! e c'e' ancora di più nei suoi concerti, nelle sue parole dette dal vivo.
Una fiammella che merita di rimanere accesa e perché ciò accada bisogna alimentarla con il nostro sostegno, non farla sentire sola nel buio. Il sostegno delle persone che come noi credono che un altro modo sia possibile, che quella che stiamo percorrendo non sia l'unica strada.
Il suo pensiero e le favole che racconta sono le nostre, le favole della vita normale, di chi canta per le sue figlie, ma anche di chi parla alla gente come può o scrive per quello che riesce e sa fare.

Sosteniamo Giuseppe, sosteniamo le nostre idee e la favola della normalità.


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