Banche. Il potere di creare credito usando il debito (e il mio amico Luca)

di Claudio PISAPIA



Penso e ripenso al debito pubblico. Non perché lo ritenga il più importante dei problemi anzi in un mondo normale non lo sarebbe affatto e persino in una situazione “falsata” come l’eurozona potrebbe ancora non esserlo dato che rappresenta solo il 40% del totale dei nostri BTP. Cioè solo questa percentuale è quella detenuta da investitori esteri per cui debito puro.
Ma anche questo che problema è in un Paese che ha 9.000 miliardi di ricchezza delle famiglie da mettere eventualmente sul piatto più tutte le ricchezze dello Stato in immobili, mobili e aziende partecipate che non ha ancora messo scelleratamente sul mercato?



Resta però l’argomento principe per creare la paura diffusa del nemico alla porta, l’arma che permette l’austerità, la supremazia dei mercati, l’impoverimento facile del cittadino. L’argomento attraverso il quale tutto diventa lecito, anche una sproporzionata tassazione reale al … 60%? Forse più? Sicuramente …
Penso e ripenso e ragiono sulle attività bancarie. Le banche e istituzioni finanziarie italiane detengono il 40% circa del nostro debito pubblico (che ricordiamo sarebbe giusto chiamare accredito pubblico in quanto investimento per la Nazione e per le nuove generazioni nonché opportunità di creazione del risparmio) ma non ci chiediamo come fanno.
Cioè come fanno ad acquistare questi certificati emessi dallo Stato che poi finiscono nel calderone del debito pubblico e degli interessi ad oltranza che vengono poi riversati sui cittadini i quali sono costretti a ripagare attraverso tassazione delirante e diminuzione della qualità dei servizi disponibili.
Dunque le banche, in buona sostanza, anticipano credito aumentando di fatto le capacità di spesa di un soggetto nell’immediato e rimangono in attesa della restituzione di quanto anticipato + un interesse commisurato alla capacità di restituzione del soggetto stesso.
Insomma è chiaro che succede agli Stati quello che succede a tutti i cittadini quando vanno a chiedere un mutuo, meccanismo che abbiamo descritto tante volte (vds il nostro www.monetapositiva.it). La banca anticipa una somma, che non ha realmente, aprendo un conto corrente al richiedente e scrivendoci sopra una cifra elettronica che diventa immediatamente credito bancario, moneta,  da poter spendere a piacimento subito, salvo poi dover restituire il tutto con interesse pattuito.
Quindi mentre il mio amico Luca per guadagnare dei soldi da poter spendere per le sue esigenze e per pagare le tasse (soprattutto) deve lavorare, impiegare tempo della sua vita e sudore della sua fronte … le banche sono autorizzate a guadagnare schiacciando un tasto e creando capacità di spesa. Ma che ci vuoi fare!
Ora, che il sistema mi costringa a finanziare le mie spese in eccesso rispetto alle mie capacità monetarie (cioè se devo comprare una casa generalmente non ho il contante necessario per cui chiedo un mutuo, oppure un prestito per comprare la macchina nuova) posso trovarlo accettabile (non è vero!), ma uno Stato? Andiamo, è una vergogna!
Quando una banca compra un BTP anticipa capacità di spesa ad uno Stato, e che diamine! Lo Stato, cioè, chiede ad una banca privata di fornire a se stesso dei soldi che dice di non avere. Li chiede ad un’istituzione che allo stesso modo non li ha (e ovviamente lo Stato lo sa) ma che è autorizzata, dallo Stato stesso, a crearne sotto forma di credito.
Questo credito fornito allo Stato diventa debito per la comunità. Si può immaginare qualcosa di più stupido?
Basterebbe che lo Stato facesse quello che permette di fare alle banche e quindi invece di chiedere loro di creare del denaro lo facesse in prima istanza. E chi sarebbe, del resto, più titolato a farlo di uno Stato?
Rifacciamo:
1)   uno Stato deve costruire un ponte ma non ha i soldi per farlo (e qui già mi fermerei ma vado avanti), non ha i soldi per pagare gli ingegneri, gli operai, i tecnici, il materiale, i macchinari, ecc. ma ha deciso di costruirlo. 
2)   Emette un BTP del valore del ponte e lo da ad una banca in cambio di denaro (credito bancario)
3)   Costruisce il ponte e paga tutti
4)   Tassa i cittadini per ridare alla banca il credito ricevuto + gli interessi (oppure taglia qualche posto letto in ospedale, oppure non pulisce le strade, oppure aumenta il ticket sui medicinali, oppure non assume dipendenti pubblici = impoverisce i cittadini perché ha immesso si del denaro e fatto lavorare delle persone ma lo ha fatto creando contemporaneamente debito)
Ragioniamo:
Lo Stato difende il sistema di creazione di moneta creditizia perché difende il sistema liberista che prevede la supremazia dei mercati e dei capitali sui bisogni e le necessità dei cittadini e degli esseri umani in generale.
Basterebbe che lo Stato si riprendesse le sue prerogative. Sovranità monetaria per non dover elemosinare e ridursi a livello cittadino, famiglia, azienda e mettere al centro delle sue politiche il benessere dei suoi cittadini e non mercati finanziari, borse, banche e operatori finanziari.
E per concludere, la nostra Costituzione, quella che vogliono cambiare era profondamente antiliberista e pensata per tutelare cittadini, lavoro e risparmi. Ecco si potrebbe partire da lì, dalla sua piena applicazione.

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