Pensioni, mutui e debito ma soprattutto incapacità governative

di Claudio PISAPIA 



Quello che sta succedendo con le pensioni è emblematico ma probabilmente poco chiaro ai più, altrimenti qualche pur minima reazione ci dovrebbe essere. In Francia le proteste contro l’introduzione del Job Acts non si placano nonostante ci siano gli Europei di calcio, evento che in Italia probabilmente avrebbe offuscato anche l’introduzione di una legge che avesse portato gli anni utili a pensione a 100!!! Del resto il Job Acts in Italia è passato senza eccessivi traumi anzi molti operai approfittano delle visite del Premier nelle fabbriche per farsi dei selfi da postare su facebook … siamo fatti così e difficilmente ci cambieranno.


Con le pensioni i messaggi sono stati prima le buste arancioni cioè: “attenzione vi manderemo in pensione molto più tardi di quello che pensate e vi daremo un assegno molto più basso di quello che sperate!” ergo “avete stipulato una pensione integrativa?” oppure “non sarebbe il caso di privatizzare anche questo settore?”.
Tra l’altro penso ad un articolo su un giornale qualche giorno fa che recitava “aumentano le pensioni integrative ma uno su tre non paga le rate”. Segno che la gente si sente costretta a pensare a qualche strumento alternativo alla pensione di Stato ma causa austerità, tasse e stipendi in ribasso non riesce a pagarlo. Ma il giornalista che commentava non riusciva a dare spiegazioni al fenomeno …  
Oggi il Governo è occupato a trattare con i sindacati l’ultima scandalosa proposta, ovvero si vuole dare la possibilità di andare in pensione prima a chi non ha gli anni giusti o desidera anticipare. Questo con l’aiuto di un mutuo bancario da restituire con gli interessi quando poi sarà possibile erogare la pensione.
Il passaggio attraverso le banche è reso necessario dal fatto che lo Stato non può reperire i 10 miliardi necessari alla copertura dell’operazione. Ovviamene non si vuole, o non conviene a qualcuno, toccare la riforma Fornero che potrebbe risolvere tutti i problemi.
Insomma possiamo pensare che questo non sia un’altra operazione a favore del sistema bancario? Chissà! Certo fa tristezza che ancora una volta lo Stato debba far finta di elemosinare 10 miseri miliardi. Uno Stato che ha una spesa annua di più di 700 miliardi, un PIL di 1.600 miliardi e una ricchezza (mal distribuita ovviamente) delle famiglie di 9.000 miliardi. Del resto non era riuscito a trovarne 4 per ricostruire l’Aquila ed altrettanti per salvare le ultime banche fallite. Tanti segnali di incapacità gestionale e di ignoranza macroeconomica.
E fa tristezza un sindacato così lontano dagli interessi di lavoratori e pensionati che accetta di sedersi a un tavolo per discutere queste assurdità.
Andare in pensione con un mutuo! Erogato dalle banche con garanzia statale, cosa ci può essere di più ghiotto per il nostro beneamato sistema finanziario? Ancora un’operazione che nasce sul debito e che non farà bene alla collettività perché aumenterà gli oneri del debito privato e trasferirà ricchezza dalla base della piramide, i cittadini, alla parte alta, banche e finanza.
Le azioni di un Governo preoccupato delle sorti del suo Paese dovrebbero essere indirizzate a costruire un futuro solido per i suoi cittadini e operazioni atte ad indebitarli non vanno in questa direzione perché il futuro lo distruggono. E poi si parla di interessi al 3%, in un momento in cui le banche ricevono a loro volta prestiti dalla Banca Centrale Europea a tasso zero! E anche se si dovesse decidere, cosa che dubito, che questi interessi li pagasse lo Stato sarebbero alla fine riversati alla Comunità come debito pubblico. Insomma, non sarebbe mai un regalo.
In questo caso constatiamo anche che da una parte lo Stato non può permettersi di spendere a deficit per risolvere problemi contingenti ma può invece programmare nuovo debito per il futuro, pubblico e privato. Una continua dimostrazione che al Governo ci sono politici e non statisti. Incapaci di risolvere i reali problemi di oggi e tantomeno di guardare al futuro.

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