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Visualizzazione dei post da Giugno, 2016

SE LA SVIZZERA ESCE DALL'UNIONE EUROPEA

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...tra il serio e il faceto...
di Demostene


Riflessioni su (ipotetici) scenari futuri, al di là del populismo Si prepara uno tsunami finanziario economico prima sulla Svizzera, i suoi abitanti e le sue imprese poi sui paesi e i cittadini dell'Unione europea. La Svizzera uscirà dall'Unione Europea! Al di là dei soliti proclami dei facinorosi populisti, se la Svizzera nel referendum voterà, come ormai appare probabile, per l'uscita dall'Unione europea, le ricadute su tutti noi saranno drammatiche. La Svizzera è la culla della finanza mondiale e ha ricevuto molto dalla sua appartenenza alla UE e la vittoria dei favorevoli alla disgregazione europea avrà ricadute anche sul processo di pace tra i popoli che dura dal 1945.
Ma andiamo con ordine 1) cosa ne sarà degli accordi di libero scambio con i paesi della UE e del resto del mondo?  La Svizzera oggi gode dei vantaggi dell'ALS e dell'AELS, una accordo importantissimo con l'UE  e dispone di una rete di 28 accordi con …

Ordine del giorno di martedì 28 giugno 2016

Il Gruppo si riunisce tutti i martedì e la riunione è aperta a tutti, siete tutti invitati. Venite a trovarci... questa è la mail che gli iscritti alla nostra mailing list hanno ricevuto questa settimana.

Federico Caffè diceva che per agevolare lo sviluppo bisognava eliminare le borse.... quello che sta succedendo in questi giorni è forse emblematico. Il finanziere Soros che fece crollare la sterlina e la lira negli anni novanta ha dichiarato che il Brexit avrebbe fatto perdere tanti soldi. Ma quali soldi, di chi? probabilmente di grandi investitori e finanzieri come lui, appunto. Le persone sono cosa diversa, ma noi confondiamo molto spesso gli interessi di questa gente con i nostri. E lo facciamo guardando alle borse che rappresentano i miliardi che girano e non si fermano mai nelle nostre tasche e non creano mai benessere per le persone comuni. Alla fine quello che di sicuro ci coinvolgerà sarà il fatto che i potenti che ci perdono chiederanno attraverso i politici di farci ripagare…

Brexit - Parla il Governatore della Banca d'Inghilterra

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Un contributo importante all'informazione seria. Il governatore della Banca d'Inghilterra, Mark Carney, spiega perché la Brexit non sarà affatto un problema. In effetti quando uno Stato è sovrano ed ha alle sue dipendenze una Banca Centrale che DEVE lavorare per il SUO PAESE è possibile tenere a bada qualsiasi attacco speculativo. E poi stiamo parlando della Gran Bretagna ... e come si sta vedendo i problemi sono più per gli altri che per loro ... Il video che proponiamo è in inglese e riportiamo l'intero discorso di seguito



oppure vai alla pagina della fef academy dove troverai il video con i sottotitoli

Il testo del discorso del Governatore della Banca d'Inghilterra

"The people of the United Kingdom have voted to leave the European Union. Inevitably, there will be a period of uncertainty and adjustment following this result.

There will be no initial change in the way our people can travel, in the way our goods can move or the way our services can be sold.
And it will …

Brexit

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di Claudio Pisapia

Indubbiamente è in atto una campagna mediatica atta a dimostrare che la Brexit sia dannosa e che quanto meno gli Inglesi non ci guadagneranno. A me sembra invece che ancora una volta l'Inghilterra si stia opponendo alla supremazia tedesca che una volta si palesava con i carri armati e i caccia mentre oggi si avvale del potere finanziario. Un potere che le permette di trattare come sudditi i Paesi che non rispettano le direttive e i principi tedeschi, che non sono quelli della tradizione europea.
Gli Inglesi hanno scelto, e come sempre quando si dà la possibilità ai popoli europei di scegliere, scelgono meno Europa. Che non vuol dire sentirsi meno europei e più africani ma sentirsi, appunto, meno sudditi dei mercati e delle borse. Certo c'è ancora paura e incertezza perchè oramai sembra davvero tutto reale ciò che accade in borsa. Sembra normale ai più che ci si possa “quotare” come azienda che vale 100 ed essere portata a valere 1.000.000 solo per il fatto che…

Riforma Costituzionale

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Questa dichiarazione racconta il NO alle Riforme Costituzionali del Gruppo Cittadini Economia di Ferrara e Bologna. Ma vorremmo non fosse la dichiarazione un po’ lontanafatta da un’Associazione (tra l’altro i Gruppi Economia non sono Associazioni riconosciute ma semplici espressioni territoriali di ricerca, studio e crescita economica e sociale di cittadini comuni) e per questo scriveremo di seguito i nomi di tutti coloro che si riconoscono nelle ragioni del NO, qualsiasi esse siano, ma che potranno essere documentate nei commenti aperti a tutti.
Se vuoi che anche il tuo nome appaia sotto la dichiarazione scrivici a gruppoeconomia.fe@gmail.com, oppure lascia un tuo commento sulla pagina sotto la dichiarazione vai alla dichiarazione.

Austerity

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Mark Blyth


Austerity, è grande in europa, stà diventando grande anche qui (negli USA n.d.r.). Ogni primo ministro ne parla ma cos’è?  Il senso comune di ripagare per il massiccio aumento del debito pubblico causato dalla crisi finanziaria, in particolare con il taglio dei servizi pubblici. Prima hai avuto adesso devi pagare. Suona ovvio. Ma sfortunatamente non è così semplice, perché l’austerità confonde la virtù con i vizi. Lasciatemi spiegare perché.
Adesso pensiamo che la parte peggiore della crisi sia passata, c’è debito dappertutto, carte di credito, mutui, debito pubblico. Questa è la parte che conoscete. Ma noi abbiamo bisogno di ricordare come siamo arrivati a questo punto. Due anni fa la crisi finanziaria globale esplose (2007-2008 n.d.r.). La crisi distrusse 2 trilioni di dollari. E collettivamente i paesi più ricchi del mondo spesero, prestarono o garantirono tra il 5 e 50 %  del loro PIL annuale per salvare le banche. Dato ciò, potreste pensare che un periodo di austerità possa…

Maiali

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di Rifritto




L’Italia e il Portogallo sono accomunate da diverse casualità. Fanno parte dei PIIGS, hanno una popolazione con un’età media molto elevata così come il rispettivo debito pubblico. Soprattutto un potenziale problema di indebitamento che arriva da ben prima della grande crisi del 2007-2008, per l’Italia addirittura parte dagli anni ’80.
Gli indicatori demografici dell’Istat relativi al 2014 dicono che a fronte di una vita media di 80,2 anni per gli uomini e 84,9 per le donne, il numero medio di figli è di 1,39, qualche puntino in più del Portogallo, ma siamo lì. Quindi popolazioni tendenti all’invecchiamento senza sostituzione, aumento del numero delle pensioni e dell’assistenza sociale da erogare e diminuzione delle persone abili al lavoro, alla contribuzione e tendenzialmente ad essere tassate. Più difficile vedere similitudini con le altre ‘lettere’ della parola PIIGS. L’Irlanda aveva un piccolo debito pubblico, come la Spagna, ma coprendo il buco creato dal debito privato s…

Banche Centrali e prestiti

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di Claudio PISAPIA
E’ chiaro oramai e lo abbiamo detto tante volte che quella che stiamo vivendo è una crisi da scarsità di moneta. L’Europa è colma di beni e potenzialmente potrebbe offrire servizi a tutti i suoi cittadini ma la gente non ha sufficienti risorse per arrivare a questi beni e gli Stati, ridotti ad aziende fallimentari, non hanno risorse per offrire quei servizi. E questo non è valido solo per l’Eurozona, dove ovviamene il problema si acuisce sempre di più, ma per la maggioranza dei Paesi del mondo. Fuori zona euro si riesce almeno a constatare livelli di disoccupazione ad una cifra o addirittura con percentuale che si conta sulle dita di una sola mano (non considero certo le condizioni, ma comunque), da noi nemmeno questo è possibile.
Il nostro sistema si affida completamente ai mercati, alle banche, ai movimenti di borsa e i guardiani del sistema sono le Banche centrali. Questi sono nominalmente dipendenti dagli Stati e normalmente sono i Governi che ne eleggono i governa…

Pensioni, mutui e debito ma soprattutto incapacità governative

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di Claudio PISAPIA 


Quello che sta succedendo con le pensioni è emblematico ma probabilmente poco chiaro ai più, altrimenti qualche pur minima reazione ci dovrebbe essere. In Francia le proteste contro l’introduzione del Job Acts non si placano nonostante ci siano gli Europei di calcio, evento che in Italia probabilmente avrebbe offuscato anche l’introduzione di una legge che avesse portato gli anni utili a pensione a 100!!! Del resto il Job Acts in Italia è passato senza eccessivi traumi anzi molti operai approfittano delle visite del Premier nelle fabbriche per farsi dei selfi da postare su facebook … siamo fatti così e difficilmente ci cambieranno.


Con le pensioni i messaggi sono stati prima le buste arancioni cioè: “attenzione vi manderemo in pensione molto più tardi di quello che pensate e vi daremo un assegno molto più basso di quello che sperate!” ergo “avete stipulato una pensione integrativa?” oppure “non sarebbe il caso di privatizzare anche questo settore?”. Tra l’altro penso …

Ordine del Giorno del 14 giugno 2016

Il debito aggregato delle famiglie americane ha raggiunto 12,25 trilioni di dollari. Il picco raggiunto nel 2008, inizio della grande crisi, era di 12,68 trilioni. Cosa vuol dire in sostanza? Che è ripresa la corsa all'indebitamento, che la nostra economia sempre più è legata alla creazione del debito. Inoltre che questo è stato possibile grazie alle operazioni di Quantitative Easing della FED che, come la nostra BCE, tende a dare soldi alle banche più che ai cittadini. A questi gli arrivano, negli USA più che in eurozona, attraverso i prestiti delle banche quindi attraverso la creazione di debito.

Ciao a tutti,
ci vediamo martedì 14 giugno 2016 in Via XX settembre, 47 presso la Chiesa di Santa Francesca Romana di Ferrara dalle ore 20.30 alle 22.30. L’Ordine del Giorno è il seguente:20.30 – 20.40: introduzione ed eventuale accoglienza
20.45 – 21.30: Organizzazione dello spettacolo del 21 settembre: idee sul tavolo21.30 – 22.30: Organizzazione delle Scuole di Economia / cicli d…

I Dialoghi

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Dialoghi



Tra crisi e moneta, quando la matematica si confonde con la filosofia della vita ciclo di interviste con il Presidente di Moneta Positiva, Fabio Conditi
Domande di Claudio Pisapia
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Se le cose sono semplici si capiscono meglio...

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di Claudio PISAPIA  



Se io ho una fabbrica di scarpe, produco scarpe per poterle vendere, per poi ricavarci un guadagno, per poi comprarmi dei beni (o servizi) e soddisfare le umane esigenze (mangiare, bere, vestirsi, pagare le tasse). La stessa cosa succede per chi produce vestiti, mattoni e finestre. Se invece non so fare queste cose, non ho i fondi per farlo o mi piace non avere troppi pensieri chiedo di scambiare il mio lavoro a uno di questi con denaro con il quale ugualmente potrò comprare pasta e andare in palestra.

Se sono una Banca Centrale che tipo di azienda sono? Cosa produco e cosa ci devo fare con i miei eventuali guadagni? Il primo errore, probabilmente, è proprio quello di considerarla un’azienda. In questo modo infatti la si potrebbe confondere con quelle che producono scarpe o vestiti, e che hanno bisogno di realizzare dei guadagni perché dietro la loro produzione e il loro lavoro ci sono delle persone che devono realizzare dei guadagni, per poter comprare il necessario …

Neoliberalism: Oversold?

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La scorsa settimana da un dipartimento di ricerca del Fondo Monetario Internazionale è uscito un rapporto che ammette che il neoliberismo è stato un fallimento. Vi proponiamo lo studio, intitolato “Neoliberalism: Oversold?” (Neoliberismo: sopravvalutato?), nella sua interezza e in lingua originale.
L'argomento è stato approfondito sul sito Scenari Economici qui









per il file pdf dal sito IMF qui


Come funziona il debito spiegato da una 12enne

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...in conclusione è diventato ovvio anche a me che sono una 12enne canadese che siamo stati defraudati e derubati dal sistema bancario con la complicità del governo...



clicca qui per il video
Non dubitate mai che un piccolo gruppo di persone possa cambiare il mondo. In fondo è così che è sempre stato.
Margareth Maed

Come funziona davvero l’economia?

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Questo video semplice, ma non semplicistico di Ray Dalio, fondatore di Bridgewater Associates, mostra le forze fondamentali che fungono da motore dell’economia e spiega perché si verificano i cicli economici scindendo tramite l’analisi di concetti come il credito, i tassi d’interesse, il ricorso all’indebitamento e l’uscita dall’indebitamento
Dà alcuni consigli come: - attenti a che il debito non cresca più velocemente del reddito, perché i vostri oneri del debito vi schiacceranno;
- non lasciate che il reddito salga più velocemente della produttività, perché vi troverete a diventare non competitivi;
- fate tutto il possibile per aumentare la produttività, perché a lungo andare questo è ciò che conta di più. - quando le manovre sui tassi di interesse non servono più, bisogna sostituire moneta stampata a credito/debito

Il video non spiega o risolve i problemi della moneta debito, né affronta i problemi derivanti dal fatto che tutta la moneta viene sempre immessa nell'economia attraverso i…