Flessibilità, contrattazione e costo del lavoro. Facile facile...

Dati:
(Wikipedia) …La flessibilità è intesa in termini di orario, sede di lavoro e mansione: come disponibilità, rispetto alle esigenze e richieste del datore di lavoro, a lavorare più di 8 ore, il sabato e nei giorni festivi, a cambiare mansione, a trasferte anche di lunga durata, ad un trasferimento della sede di lavoro, pur avendo casa e una vita relazionale affermata in un altro luogo da diversi anni…
Contrattazione aziendale: i contratti vengono organizzati dalle aziende piuttosto che affidarsi alle contrattazioni nazionali. Quindi ogni azienda a seconda delle sue condizioni di mercato, concorrenziali, capacità produttive decide i propri standard lavorativi e contrattuali
Necessità di ridurre il costo del lavoro: per chi? E perché?
Ragionamento:

La tendenza è di far sparire le piccole aziende e alla spersonalizzazione del rapporto di lavoro. I lavoratori sono dei numeri e al pari di ogni altro strumento. Ma per adesso ancora necessari alla produzione, un fastidioso particolare.
Una multinazionale ha la possibilità di scegliere il luogo dove produrre, di spostarsi quando le condizioni non le sono favorevoli, di muovere con facilità mezzi e capacità da uno Stato all’altro, anche di pagare le tasse dove sono più basse. Lo Stato ha invece sempre meno capacità di intervenire in questi processi (e immaginate cosa succederà se dovessero passare accordi come TTIP e TISA che definitivamente mettono uno Stato a livello di azienda) quindi il lavoratore ha sempre meno capacità contrattuale in quanto deve porsi in una situazione di mercato di sussistenza oppure rimanere fuori dal mercato del lavoro.
Insomma ritorna Malthus, Ricardo e company. Insomma un salto indietro di 200 anni.
Il mondo globalizzato e finanziarizzato impone le sue regole e gli Stati acconsentono attraverso i rappresentanti politici che sempre più incredibilmente non si oppongono, anzi. Da una parte gli interessi delle multinazionali, della delocalizzazione, della globalizzazione tutelati da governi sovranazionali come l’Unione Europea e persino da banche centrali (Draghi) e dall’altra un esercito sempre più consistente di esseri umani che devono accontentarsi, per poter mangiare, di stipendi sempre più piatti, subire spostamenti ovviamente non retribuiti. Il tutto poi viene magari fatto passare come contrattazione, cioè come libera scelta, come se trovarsi a scegliere di lanciarsi nel vuoto oppure farsi colpire da una pallottola fosse una scelta.
Il costo del lavoro deve diminuire perché ci sono Paesi che pagano o tassano di meno e siccome i capitali, le multinazionali e le merci possono circolare liberamente per poter produrre in un posto piuttosto che in un altro e vendere dappertutto devo adeguare gli stipendi in tutti i luoghi. Ovviamente li adeguo a quelli più bassi e vado a produrre dove pago meno tasse. Altrettanto ovviamente per avere un costo del lavoro basso devo anche diminuire tutele e conquiste varie dei paesi occidentali e ridurle a quelle dei paesi che mai le hanno conosciute.
Conclusioni:
Questo sistema funziona a immagine di Soros non certo nostro e SI, si può cambiare e NO, non è l’unico modo possibile.

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