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Visualizzazione dei post da Maggio, 2016

Flessibilità, contrattazione e costo del lavoro. Facile facile...

Dati: (Wikipedia) …La flessibilità è intesa in termini di orario, sede di lavoro e mansione: come disponibilità, rispetto alle esigenze e richieste del datore di lavoro, a lavorare più di 8 ore, il sabato e nei giorni festivi, a cambiare mansione, a trasferte anche di lunga durata, ad un trasferimento della sede di lavoro, pur avendo casa e una vita relazionale affermata in un altro luogo da diversi anni… Contrattazione aziendale: i contratti vengono organizzati dalle aziende piuttosto che affidarsi alle contrattazioni nazionali. Quindi ogni azienda a seconda delle sue condizioni di mercato, concorrenziali, capacità produttive decide i propri standard lavorativi e contrattuali Necessità di ridurre il costo del lavoro: per chi? E perché? Ragionamento:

La tendenza è di far sparire le piccole aziende e alla spersonalizzazione del rapporto di lavoro. I lavoratori sono dei numeri e al pari di ogni altro strumento. Ma per adesso ancora necessari alla produzione, un fastidioso particolare. Una mul…

Stato oppure no! Ma voglio bene a Marx.

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di Claudio PISAPIA 

Marx diceva che i lavoratori non avevano nazione, nel senso che erano accomunati da un identico destino e per cui non avevano bisogno di un governo nazionale. Oggi invece è il capitalismo che non ha nazione, anzi vive con molto disagio i confini nazionali. E allora spazia e gira per il mondo de localizzando e facendo della globalizzazione la sua bandiera. Ma chi difende gli operai del Job acts mentre sorridono felici e fanno i selfie con i loro aguzzini? Sono orfani dello Stato nazionale ma forse non lo hanno ancora realizzato visto che continuano a dare fiducia ai loro rappresentanti politici e sindacali partitizzati e di grassi stipendi. E cosa resta di quel socialismo internazionale e sovranazionale che non sentiva il bisogno dello Stato? Anzi sempre pronto ad etichettare come di destra ogni riferimento a Stato, Nazione o Patria. Bene abbiamo avuto la rivoluzione e lo Stato non c'è più, al loro posto rappresentanti della finanza internazionale e sovranazional…

Sovranità e moneta in mano ai cittadini: la proposta di Moneta Positiva

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di Claudio PISAPIA (articolo uscito su ferraraitalia.it del 23 maggio 2016)
Del Quantitative Easing for the People nell’ultimo periodo si sono occupate molte testate giornalistiche, da Il Manifesto a La Repubblica, passando per l’Itforum di Rimini fino addirittura alla Bce. In realtà è un argomento che da parecchio tempo sta proponendo in Inghilterra Positive Money, una delle diramazioni più attive del Movimento Internazionale per la riforma Monetaria (Immr International Movement for Monetary Reform) che vede rappresentanze in 28 paesi non solo europei e di cui l’associazione Moneta Positiva Italia ha raccolto il testimone. Fabio Conditi (ingegnere e autore del libro “Manuale in 12 passi per uscire dalla crisi”) è l’attuale Presidente del movimento italiano che ha aperto un sito internet collegato alle altre realtà internazionali (www.monetapositiva.it). Dato che l’Immr è stato il primo movimento a parlarne sembra anche giusto spiegare che cosa esso sia.

L’Immr, e la sua rappresentanza i…

Princes of the yen

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Princes of the Yen: Central Banks and the Transformation of the Economy” mostra come la società giapponese è stata trasformata per conformarsi ai desideri dei potenti gruppi di interessi, e come i cittadini abbiano peggiorato le loro condizioni di vita grazie a queste trasformazioni.

Il lavoro si basa su un libro del professor Richard Werner, ricercatore presso la Banca del Giappone durante il crash degli anni '90, durante il quale la borsa perse circa l'80% del suo valore e il prezzo delle case salì dell'84%. Questo documentario svela le cause reali di questo periodo della recente storia Giapponese.
Spiega come funziona una banca centrale e come attraverso un severo controllo del credito erogato dalle banche commerciali il sistema economico può raggiungere grandi risultati in termini di benessere interno. Ma gli interessi finanziari e delle multinazionali perseguono interessi diversi e quasi sempre vincono...e uno dei mezzi per farlo è passare attraverso le riforme struttu…

Nando Ioppolo: "Che fare"

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Concediamoci un po' di tempo per riascoltare il prof. Nando Ioppolo. Ha ripetuto questi argomenti fino alla fine e ci manca la sua chiarezza e il suo modo di spiegare gli argomenti.
Proponiamo una sua intervista a cura di Elia Menta "Che fare". Buona visione






Il debito pubblico è un problema di interessi

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di Claudio Bertoni e Giovanni Zibordi
(articolo uscito su estense.com il 24 febbraio 2014)

L’immagine che ognuno di noi ha dell’Italia è di un paese in cui “non ci sono soldi” e la spiegazione che ci viene fornita è che i governi da decenni spendono di più di quello che incassano per cui l’accumulo dei deficit pubblici cronici ha creato un enorme debito rendendo necessaria l’austerità. In realtà, la causa dell’elevato debito pubblico, attualmente di 2.100 miliardi, sta nel fatto che negli ultimi trenta anni lo Stato italiano ha pagato più di 3.000 miliardi di interessi. La soluzione del problema è quindi ridurre il costo degli interessi sul debito. Il problema del debito pubblico non è, quindi, un problema di deficit eccessivi, ma di interessi eccessivi: ce lo dicono i dati. Se guardiamo i numeri nella tabella successiva vediamo che il debito pubblico italiano è esploso di colpo tra il 1982 al 1993, quando la spesa per interessi passò da 35 a 156 miliardi (traslando le lire di allora in eu…

Cosa dicono i numeri? quello che ci pare, ovviamente!

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di Claudio PISAPIA
Un po' di cifre:
Debito pubblico americano = dai 5.000 miliardi di dollari del 2000 ai 19.300 miliardi odierni. Debito totale (pubblico + privato) = 63.500 miliardi di dollari (ed era di 28.600 nel 2000). Deficit= nel 2009 fu 1.400 miliardi mentre nel 2015 è stato “solo” di 438 miliardi. Bilancia commerciale dal 2000 ad oggi = deficit commerciale di oltre 8.600 mld. Se si considerano solo i beni reali dal 2000 un disavanzo di 10.500 mld Continua la stampa di soldi. Il bilancio della FED è passato da 860 mld del 2007 a circa 4.500 mld di oggi.
Questi numeri dimostrano in primis che la sostenibilità del debito è sempre politica e avviene oltre che con le politiche di QE interne anche per il fatto che dall’estero comprando i T-Bond (titoli di stato americani). Circa 6.000 mld sono infatti all’estero (la FED ne ha 2.500 mld).
Giochiamo un po' con i pensieri, perché ci hanno ben insegnato che con i numeri ci possiamo fare quello che vogliamo...

In pratica se volessimo co…

Reddito di cittadinanza o lavoro garantito e spesa pubblica. E il Quantitative Easing?

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di Claudio PISAPIA
Giovedì scorso 19 maggio 2016 sono stato all'ITFORUM di Rimini e ho assistito ad un incontro dove erano presenti la fef academy, l'On. Riccardo Fraccaro del M5S e Giovanni Zibordi del blog finanziario cobraf. Ho buttato giù un po' di riflessioni che si soffermano su alcuni aspetti tralasciandone altri.
Gli interventi dell'On. Fraccaro sono stati tutti, secondo me, molto pertinenti avendo dimostrato una ottima conoscenza delle dinamiche che hanno portato alla consegna della nostra sovranità monetaria nelle mani della finanza internazionale, i cui interessi oggi sono salvaguardati dalla BCE. Inoltre ha anche accennato al fatto che se uno Stato non spende i cittadini non possono risparmiare, tracciando la relazione più spesa (debito pubblico)=più risparmio e viceversa, nonché i problemi della bilancia dei pagamenti con la Germania dovuti al cambio sottostimato e all'impossibilità di una svalutazione.
Ma andiamo a quanto vorrei approfondire.
Il reddit…

"Perle" di Giovanni ZIBORDI

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Ieri sono passato all'IFORUM di Rimini e ho "rubato" un breve intervento di Giovanni Zibordi che parla dei Tassi negativi, di Quantitative Easing for the people (o Helicopter Money) e qualche illuminante battuta sulla stampa di moneta. Da non perdere (come sempre).









Accredito pubblico e monetizzazione dell’operosità dei cittadini (?)

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di Claudio PISAPIA
Parole e frasi hanno un significato e una funzione, quella di trasmettere un messaggio. Molte volte la funzione diventa predominante rispetto al significato e riesce persino a eliminarne il senso originario quando veicolata da persone carismatiche o dotate di potere mediatico. Ad esempio il significato proprio di “missione di pace” farebbe pensare ad un’allegra missione di buontemponi armati di bandiere multicolore che vanno in giro a consegnare ramoscelli d’ulivo. In realtà oggi è ovviamente un diverso modo per indicare lo spostamento di soldati e armi in terre lontane, il significato delle parole è soppiantato dalla loro funzione che è quella di far passare quello che si fa, che potrebbe risultare difficile da far digerire, con quello che si dice, che viene addolcito e diventa molto più facile da condividere.
“Austerità espansiva” dovrebbe significare espandere le austerità, cioè aumentare o esasperare le misure di miglioramento delle condizioni di salute di un fo…

Ieri e oggi. Domani?

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di Claudio PISAPIA

La società contemporanea, quella dell’ultimo secolo e almeno fino agli anni ’80, si era sforzata di crescere. Aveva ricercato valori nuovi passando attraverso due guerre mondiali, stermini, razzismi, guerre fredde, muri ideologici e reali. Il clima era pesante ma una nazione come l’Italia, uscita distrutta dall’ultima guerra mondiale, stretta tra destra e sinistra, tra anni di lotta a brigatisti rossi e neri e stragi per mano di ignoti, cresceva e diventava una potenza mondiale. I sindacati aiutavano a migliorare la vita dei lavoratori e i lavoratori mandavano all’università i loro figli che a loro volta avrebbero migliorato la vita di altri. La società cresceva e l’azione politica poteva diventare adulta attraverso l’esercizio di una libertà intesa come capacità di scelta e di partecipazione alla cosa pubblica che magari avrebbe potuto portare a miglioramenti nella vita di un numero sempre maggiore di esseri umani.
Nell’800 si raggiunsero progressi incredibili grazie…

MeMMT a Mirandola

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..Qui a Rimini stiamo procedendo, lentamente ma costantemente, nel nostro lavoro di diffusione dell'economia tra la gente e per la gente...


Ordine del giorno di martedì 17 maggio 2016

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La nostra passione per lo studio della macroeconomia e il sistema monetario condotta in questi anni come cittadini interessati a trovare soluzioni che possano migliorare le condizioni di benessere dei cittadini ci ha fatto comprendere che tale miglioramento non può prescindere dalla sovranità e indipendenza monetaria e politica, dalla democrazia, dalla partecipazione e dalla condivisione. Una moneta deve riflettere questi elementi altrimenti, come oggi è chiaramente riscontrabile, si ha di fatto un monopolio dell'emissione e della distribuzione della moneta che porta all'esclusione del 99% della popolazione dai processi di crescita individuale e collettiva. Nell'ultima riunione abbiamo parlato di Costituzione, ravvisando delle criticità sia in termini di partecipazione alla futura vita democratica del Paese, sia di ulteriori cessioni di sovranità anche attraverso la sottrazione di competenze territoriali che potrebbero preludere a nuove privatizzazioni. Riteniamo di dovern…

Le buste arancioni spiegate da Paolo Barnard

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Avevamo affrontato il tema (vedi post di Claudio Zanasi), in questo video Barnard ci conferma che al solito lo scopo ultimo è sempre lo stesso: privatizzare. Far fare ai privati quello che dovrebbe e potrebbe fare lo Stato. Ma in questo modo non ci guadagnerebbe la grande finanza internazionale!
Clicca qui per il video.