Sogno all'asparago Veneto

di Claudio PISAPIA 

Questa notte ho fatto un sogno strano. Forse la chiacchierata con Marco Mori dopo la conferenza di Resana o forse la pizza con asparago veneto offerta dal Sindaco, non lo so, ma ho sognato che erano crollate le borse di tutto il mondo. Un crollo enorme, catastrofico, definitivo (non so il motivo).

Il denaro era scomparso, questo perché i nostri conti corrente, i soldi che noi pensiamo di avere al sicuro in banca, o meglio i soldi come noi li immaginiamo, in realtà non ci sono mai stati. Infatti in banca noi abbiamo una moneta che si chiama credito, che è credito, cioè il nulla, solo la fiducia che quel numero sul nostro conto corrente sarà accettato da tutti come valido per il pagamento di beni e servizi e soprattutto per pagare le tasse.

Infatti se spulciamo la quantità di moneta in circolazione sul sito della BCE e cerchiamo i dati su quanto denaro “fisico”, ad “alto potenziale”, “forte”, che realmente esiste, scopriamo che per l’Italia sono stati stampati 158 miliardi di euro. Poi scopriamo da altri siti istituzionali che i conti correnti degli italiani assommano invece a più di 2.000 miliardi di euro.

Ecco che diventa chiaro che la maggior parte del denaro in circolazione, utilizzabile, è denaro bancario per cui devi credere che esiste per farlo esistere veramente. Se crollano le borse e la fiducia internazionale oltre che nazionale, il tuo credito/denaro bancario/risparmio/numerisulcontocorrente non esiste più perché le banche sono costrette a chiudere, non hanno mai avuto materialmente quei soldi che tu adesso vorresti indietro.


Quindi? Quindi nel sogno non potevo più andare al supermercato come facevo di solito e fare la spesa, non potevo mettere la benzina nella mia auto, comprare la penna a mio figlio o le scarpe da tennis. E non potevo pagare la corrente elettrica e il canone TV, l’affitto di casa o il mutuo. Andare al museo o pagare il conto all’albergo. E perdevo pure l’anticipo che avevo dato per le vacanze perché non sono in grado di saldare  il resto e l’agenzia di viaggi non era in grado di restituirmi la caparra anche se avevo disdetto con 3 mesi di anticipo.

Faccio una pausa e mi riguardo tutta la scena di nuovo (nei sogni è possibile la pausa). Il supermercato è lì anche dopo il crollo della borsa e la scomparsa del denaro, pieno delle stesse cose che aveva prima, che aspettano che qualcuno le compri. Anche la stazione di servizio è sempre lì, certo potrebbe essere comunque più salutare spostarsi in bici ma fai tu!, il museo ti aspetta e l’albergo ha bisogno di clienti. Insomma la scena rivista mi mostra chiaramente che il mondo è rimasto esattamente come prima.

Poi mi si aprono due finestre e le guardo contemporaneamente. Da una parte il mondo che rimane immobile, come prima, e dall’altra il caos dove tutti corrono ai supermercati, rompono e spaccano per accaparrarsi i beni sugli scaffali. La gente che si riversa nelle strade alla ricerca dell’ultimo litro di benzina. Non si fanno uscire i bambini di casa per paura di quelli che hanno cominciato a mangiare esseri umani, ecc. ecc. ecc..

Allora io scelgo la finestra uno, quella senza caos e mangiatori di uomini così tengo anche al sicuro i figli!

C’è tutto, non ci sono state esplosione nucleari, marziani che vogliono succhiare il sangue ai terrestri, buchi neri che ci stanno risucchiando. C’è tutto ma ci è venuto a mancare il mezzo di scambio, per la maggior parte composto di bit elettronici (ovviamente illimitati) svaniti nel nulla, come quando un virus ci cancella i dati dal PC. 
Certo potrei provare subito a chiedere al supermercato se ci può dare cibo in cambio ad esempio di lavoro, ma io ho già un lavoro da fare, oppure dargli della frutta in cambio di pane. Ma io non ho alberi da frutta e purtroppo nemmeno un giardino.

Idea! Potrei dargli un pezzo di carta colorato con su scritto il valore di un chilo di pane, un litro di latte e un po’ di pasta. No non funziona. Che se ne fa di quel pezzo di carta, nessuno lo accetterebbe anche perché poi arriverebbero tutti con altri pezzettini di carta, chi rosso, chi blu. Impossibile.
Però se quel pezzo di carta colorato fosse garantito da qualcuno a cui non si possa dire di no potrebbe funzionare. Nel mio quartiere ad esempio conosco uno molto grosso e robusto a cui è difficile dire di no, potrebbe farmi da garante. Il problema però sarebbe che negli altri quartieri di sicuro si trovano altri “grossi” che potrebbero ispirare la stessa fiducia. Insomma di nuovo il caos!


Ci vorrebbe qualcuno veramente importante che magari avesse un esercito alle sue dipendenze che coprisse tutto il territorio nazionale con tanto di armamento, tipo, ma si! Lo Stato!!! Chi potrebbe rifiutare un mezzo di pagamento emesso dallo Stato che tra l’altro metterebbe da subito in chiaro che quello sarebbe l’unico modo per pagare, oltre che il supermercato, l’energia elettrica, il canone TV e tutte le altre tasse, compreso il mutuo. Insomma bit elettronici che vanno, Stato che ritorna.

Alla fine mi sono svegliato sereno, avevo capito che quando la gente comprende il vero ruolo della moneta e lo Stato fa lo Stato, garantisce, supervisiona, controlla e gestisce emissione e circolazione monetaria le cose possono funzionare meglio (di quando esistevano le borse, la finanza e le crisi cicliche).

Commenti

  1. Aneddoti come questo, magari più succinti, potrebbero essere un buon mezzo per comunicare ai profani. Magari su cartaceo (mamma che brutta parola!)

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