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Visualizzazione dei post da Aprile, 2016

La privatizzazione della moneta (e del resto!)

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di Claudio PISAPIA
Tra il 1992 e il 1999 sono stati realizzati circa 91 miliardi di euro di entrate grazie alle privatizzazioni. Arriviamo forse a 100 al 2010 (euro più euro meno questo è l'ordine delle cose!)
Cosa si è venduto?

Prima di tutto le banche di interesse nazionale e quelle di istituto pubblico, di fatto si è privatizzata l'emissione monetaria. Poi l'INA (assicurazioni), la SME (agroalimentare), la SIP, l'ENEL, varie società dell'ENI, Seat (elenchi abbonati telefono) e Aeroporti di Roma, Enti Tabacchi Italiani, il Sigaro Toscano, e boh...
Con il Quantitative Easing si stà comprando circa 300 miliardi di debito pubblico italiano: cioè con una semplice emissione monetaria derivante da una decisione di una Banca Centrale e senza svendere nulla si fa in un paio di anni più di quello che si è fatto in vent'anni di lacrime e sangue. cioè la BCE ha stampato moneta, senza creare inflazione (oh cielo! Si stampa senza inflazione? E Weimar e lo Zimbawe???), senz…

Sogno all'asparago Veneto

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di Claudio PISAPIA 
Questa notte ho fatto un sogno strano. Forse la chiacchierata con Marco Mori dopo la conferenza di Resana o forse la pizza con asparago veneto offerta dal Sindaco, non lo so, ma ho sognato che erano crollate le borse di tutto il mondo. Un crollo enorme, catastrofico, definitivo (non so il motivo).
Il denaro era scomparso, questo perché i nostri conti corrente, i soldi che noi pensiamo di avere al sicuro in banca, o meglio i soldi come noi li immaginiamo, in realtà non ci sono mai stati. Infatti in banca noi abbiamo una moneta che si chiama credito, che è credito, cioè il nulla, solo la fiducia che quel numero sul nostro conto corrente sarà accettato da tutti come valido per il pagamento di beni e servizi e soprattutto per pagare le tasse.
Infatti se spulciamo la quantità di moneta in circolazione sul sito della BCE e cerchiamo i dati su quanto denaro “fisico”, ad “alto potenziale”, “forte”, che realmente esiste, scopriamo che per l’Italia sono stati stampati 158 milia…

QE e riforme strutturali

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di Claudio PISAPIA 



La politica monetaria espansiva della BCE (Quantitative easing e tassi a zero) porterà sviluppo e crescita nell’eurozona? Ovviamente no! La politica monetaria può aiutare, come ha aiutato il “whatever it takes” di Draghi (cioè comprerò Titoli di Stato finché ce ne sarà bisogno, immetterò soldi nel circuito fino a quando servirà) ma non ha risolto e non può risolvere.
Questo per una serie di motivi:
- La struttura dell’eurozona e il divieto di dare soldi direttamente agli Stati, quindi i soldi vengono dati in prima istanza alle banche che dovrebbero darli poi all’economia reale; - Le banche hanno un conflitto d’interessi in quanto possono decidere in libertà cosa farne di questi soldi e della loro capacità di creazione del denaro (credito), quindi devono decidere tra l’interesse privato e quello pubblico e ovviamente vince il primo (qualsiasi imprenditore lavora principalmente per il proprio benessere e poi dà anche lavoro!);
- Le politiche monetarie devono essere accomp…
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Inauguriamo il dibattito online. Una continuazione di quello che può succedere durante la riunione del Gruppo del martedì.  Si presta all'esperimento Gianpiero Magnani che, come tutti noi, non è un economista ma una persona attenta alla ricerca della comprensione di cosa sta succedendo e di quali possano essere le soluzioni. Propone dei punti di vista diversi e lo fa con stile. Gianpiero sostanzialmente ha fiducia che il sistema attuale si possa modificare, migliorare … vediamo! E scopriamo la bellezza di dialogare. Di seguito l'articolo e alla fine le mie considerazioni opposte. Chi volesse continuare il dibattito può lasciare il suo commento o scrivere a gruppoeconomia.fe@gmail.com

LA VOCE E L’USCITA di Gianpiero Magnani
Le politiche dell’Unione Europea, almeno da un decennio a questa parte, ricordano le cosiddette “strategie indirette” descritte con grande precisione da Jon Elster in un libro che si chiamava “Ulisse e le Sirene”: Ulisse si fece legare per resistere alle lusingh…

Allegra sintesi del "trentennio aureo"

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di Claudio PISAPIA

Dopo la seconda Guerra Mondiale ci fu un periodo di circa trent’anni che qualcuno ha definito trentennio glorioso oppure aureo o d’oro. Insomma un bel periodo di crescita ininterrotta, ancora senza fenomeni inflazionistici.
In effetti dopo le distruzioni della guerra ci fu da ricostruire e rifornire le famiglie di ogni ben di Dio. La gente non aveva niente e quel niente andava colmato con frigoriferi, mobili, radio e poi televisori. Terreno fertile per le politiche Keynesiane che guidarono la rinascita del mondo occidentale, compreso il Giappone. Nessuno protestava per l’intervento dello Stato che sosteneva la domanda attraverso il sostegno alle politiche industriali e con il nascente “Stato Sociale”.
Negli anni 50 e 60 il capitalismo è costretto a dividere i guadagni con gli operai e in quel periodo probabilmente non gli dispiaceva. Elargire, per la prima volta nella storia, dei salari degni di questo nome che permettessero agli operai di comprarsi le merci che produc…

Cause del debito pubblico

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di Claudio PISAPIA
Le politiche sbagliate di finanza pubblica adottate dall’Italia a partire dagli anni ’80 hanno reso ingestibile la situazione del debito pubblico (mi piace dirlo così, ingestibile). Quando la Banca d’Italia ha “divorziato” dal Ministero del tesoro ha di fatto messo nelle mani della finanza internazionale le chiavi del finanziamento dello Stato e quindi da un debito del 57.7% sul PIL registrato nel 1980 si è passati ad un debito del 124,3% del 1994. Tra l’altro i dati ci raccontano anche che lo Stato italiano non ha mai speso più della media della spesa dei paesi europei, tantomeno di quella tedesca, quindi il debito italiano è chiaramente alimentato dagli interessi stessi che ogni anno si sommano a quelli dell’anno precedente. L’impossibilità di controllare il tasso d’interesse su titoli emessi, in quanto appunto dal 1981 vengono determinati dal mercato e non dall’emittente, ha creato buona parte di quei 2.200 miliardi di euro (circa) di debito pubblico. La Banca Centr…

Un fantasma si aggira per l'Europa - di Antonio Fazio

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Trovo interessante riproporre queste riflessioni di Antonio Fazio in quanto ex banchiere centrale.

Nella prima parte racconta le paure tedesche dell'inflazione che hanno contagiato tutta l'eurozona. Le motivazioni per cui si arriva a quell'inflazione sono chiare, peculiari, specifiche, createsi per situazioni assolutamente particolari che difficilmente si potrebbero ripresentare in questo momento storico (quindi basta per favore! con Weimar). Ma tant'è! Siamo costretti a condividere le paure tedesche che però visto il momento a loro fanno ben comodo.


Si parla anche dei surplus che la Germania sta realizzando grazie ad un export drogato dall'assenza di cambi flessibili o quanto meno adeguabili alle realtà in campo. Il surplus che viene generato dovrebbe servire per produrre sviluppo negli altri Paesi dell'Unione invece la realtà ci dice che questo squilibrio fatto da surplus tedesco e deficit dei paesi mediterranei sta portando deflazione e disoccupazione. Ma no…