Draghi e Mostri in economia.

Mario Draghi e l’inflazione  di Claudio Pisapia

Ecco l’occasione per continuare il discorso sull’inflazione. Ce la dà nientemeno che il governatore della BCE Mario Draghi che sembra aver affermato nell’economia reale ci sono forze che cospirano per tenere bassa l’inflazione.
L’esternazione ci dimostra che:
l’inflazione in certi casi serve, non sempre è negativa;
che la BCE non controlla la massa monetaria in circolazione e infatti nonostante inondi, o cerchi di farlo, l’economia di moneta, niente arriva nella vita reale;
che, mentre sa benissimo dove vanno a finire i soldi emessi nell’eurozona per Contanti (1.000Mld) QE (1.500Mld), LTRO (1.000Mld), finge di non saperlo e grida al complotto, LUI!!!!!;
che, se davvero non lo sapesse, bisognerebbe mettere al suo posto qualcuno in grado di fare quel lavoro.
Inseriamo questa slide preparata da Fabio Conditi ( link del suo articolo ) che esplicita in maniera chiarissima dove va a finire la liquidità della BCE e, INCREDIBILE, all’insaputa di Mario Draghi!!!!



Come si capisce dalla SLIDE (e anche dal post precedente inflazione, moneta e il potere della scelta politica),  tra BCE ed economia reale ci sono una serie di istituzioni chiamate Banche, che deviano e distorcono gli effetti dell’emissione monetaria della BCE e annullano tutti gli eventuali benefici per le persone a totale beneficio, invece, della finanza speculativa.
Un’emissione monetaria di 3.500mld diventa magicamente un’immissione di 35.000Mld per il 90% nei mercati finanziari.
Potrebbe bastare una legge che facesse ritornare indietro di qualche anno la legislazione e ritornare al tempo in cui non era possibile per le banche commerciali fare finanza e non solo Draghi potrebbe controllare l’inflazione ma:
i risparmi dei cittadini sarebbero al sicuro;
le aziende avrebbero il credito necessario alle loro attività;
i prezzi delle case non sarebbero più gonfiati dalla speculazione;
i processi economici sarebbero un po’ più comprensibili.



A completare il quadro deprimente sulle attività degli economisti di professione aggiungo quanto “uscito” sull’Ansa di oggi e relativo alle previsione di crescita del PIL e del Debito Pubblico. Previsioni come al solito riviste perché sbagliate. Per l’occupazione continuiamo a ragionare con i zerovirgolaqualchecosa.
Le stime dell'Ue: 'Deficit Italia sale al 2,5% nel 2016' 
La Ue rivede al rialzo le stime sul deficit 2016: 2,5% invece del 2,3% previsto a novembre
04 febbraio, 12:55

La Ue rivede al rialzo le stime sul deficit 2016: 2,5% invece del 2,3% previsto a novembre. Il disavanzo 2015 resta a 2,6%. "Nel 2016, nonostante la crescita positiva, il deficit si riduce solo marginalmente", scrive la Ue. "Questo riflette l'impatto espansionistico della legge di stabilità, compresi i 3,2 miliardi di spese aggiuntive per sicurezza e cultura che hanno aumentato il deficit previsto nel def da 2,2% a 2,4%". E "come risultato, il deficit strutturale peggiora di tre quarti di punto nel 2016".

Dopo "il picco del 2015", il debito italiano nel 2016 scenderà "solo leggermente anche perché il deficit strutturale si deteriora": lo scrive la Commissione Ue nelle nuove stime economiche, rivedendo al rialzo il debito 2016 che sarà 132,4%, dal 132,2% previsto a novembre. La stima per il 2015 è invece rivista al ribasso (132,8% dal 133% di novembre). Nel 2017 il debito scende a 130,6%, stima rivista al rialzo dal 130% delle ultime previsioni. E il saldo strutturale peggiora più del previsto: da -1% nel 2015 a -1,7% del 2016.

La Ue rivede leggermente al ribasso le stime di crescita dell'Italia: 0,8% nel 2015, 1,4% nel 2016, 1,3% nel 2017. A novembre stimava 0,9%, 1,5% e 1,4%. "Dopo essere cresciuta moderatamente nel 2015, l'economia italiana guadagna slancio nel 2016 e 2017 col rafforzarsi della domanda interna", scrive Bruxelles, secondo cui "la caduta dei prezzi del petrolio e una posizione di bilancio espansiva sosterranno la domanda e compenseranno il rallentamento degli export" registrato nella seconda metà del 2015.

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