LE BANCHE HANNO ANCORA BISOGNO DI ESSERE SALVATE

In questi giorni sono state salvate 4 banche, Banca Etruria, CARIFE, CARICHIETI, e Banca Marche. Potremmo parlare del sistema utilizzato per farlo ma è su tutti i giornali e, chi a favore chi contro, un pò tutti ne parlano (o forse sono ottimista).

Proviamo invece ad elencare cosa non si è fatto:


  •      - non si sono salvate tante aziende fallite negli ultimi anni e
  •       - non si sono salvati tanti posti di lavoro persi
  •      non si sono puniti i dirigenti delle banche che avevano investito i soldi dei cittadini in maniera poco corretta, anzi che avevano messo a rischio correntisti ignari e che di investimenti non ne avevano mai voluto sentir parlare
  •     - non si sono fatte delle riforme strutturali per evitare che altri casi simili possano accadere in futuro
  •    -   non si è limitato il potere delle banche di utilizzare il nostro denaro a loro piacimento
  •   -   non si è detto alle banche: ok, trovo il modo per salvarti e non punisco i tuoi dirigenti ma da oggi creerai credito solo per le imprese sane, per le famiglie e per l’economia reale!
  •      non si è impedito di creare debito privato, benchè si sia detto che il salvataggio non diventerà debito pubblico


Si potrebbe continuare ma il senso in fondo è già chiaro. Il sistema non cambia, il potere di creare credito dà il potere alle banche di averla sempre vinta sulla politica.

Ma solo fino a quando la politica non vorrà ridiscutere tale concessione, che resta pur sempre una concessione.


Una riforma strutturale che parta dalla constatazione, finalmente, che è inutile mettere toppe ad un sistema sbagliato è l’unica che ci darà un futuro sereno. E questa riforma dovrebbe contemplare il controllo della creazione della moneta, della sua allocazione, dello sviluppo dell’economia reale, di un nuovo rapporto tra lo Stato e le Banche dove il primo regola il secondo e non viceversa.

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